Il Tirreno

Grosseto

Mabro: uno specialista per l'outlet

Francesca Gori
<b>OUTLET.</b> La folla alla svendita
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OUTLET. La folla alla svendita

Affitto di ramo d'azienda per smaltire il magazzino, poi la linea donna

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 GROSSETO. Il cancello della Mabro ieri si è riaperto dopo la pausa estiva. Ma dentro la grande fabbrica di abbigliamento di via Senese, le idee e i cervelli che le hanno partorite non si sono fermati nemmeno ad agosto. Una linea sartoriale dedicata alle donne e una nuova gestione del Factory store le novità principali firmate Andrea Barontini.  Gli affari, si sa, si fanno con la testa e anche con il cuore. E di sfide la Mabro ne deve affrontare più d'una. Non sono rose e fiori e questo si sapeva. Ma c'è entusiasmo, che spinge avanti l'imprenditore pratese e che ha contagiato anche le vestaglie azzurre.  Tra le principali novità dell'autunno, la gestione del Factory store e del magazzino, che Barontini ha pagato a Royal Tuscany un milione e 800 mila euro. Sarà un'azienda di Novara a gestire il magazzino e il negozio della Mabro. Un affitto di ramo d'azienda limitato al Factory store appunto, che sarà affidato a uno specialista nel settore delle vendite. «Quello non è ill nostro mestiere - dice Andrea Barontini - e tutti gli abiti che sono in magazzino devono essere venduti». Quando l'imprenditore pratese è arrivato a Grosseto, di quei capi ne aveva moltissimi. La svendita organizzata dalla nuova società è andata bene, ma solo nel breve termine. «Il primo mese è stato un successone - dice - ma sono venuti ad acquistare abiti soltanto clienti locali». Dal Factory store, nel quale verranno utilizzati dipendenti che oggi sono in cassa integrazione, la società cercherà di prendere una boccata d'ossigeno. Perché le idee, ma anche la produzione, hanno bisogno di soldi per camminare sulle loro gambe. E tra queste c'è anche la linea donna che spezzerà il circolo classico della moda. Una decina di modelli, tutti sartoriali, da personalizzare e da far diventare il primo su misura mai uscito dalle macchine da cucire dell'azienda. Soprattutto perchè, fuori dalle logiche classiche delle sfilate e delle passerelle, le giacche e le gonne verranno presentate a gennaio, insieme a quella uomo, senza aspettare il mese di marzo.  Ieri al lavoro le vestaglie azzurre non c'erano. La produzione, a partire dal settore taglio riprenderà martedì e per il momento rientreranno al lavoro circa 120 dipendenti. «L'azienda è in piena campagna vendite - spiega - e ora c'è da pensare alle prossime collezioni». La linea donna, di nuovo. Che non sarà soltanto quella su misura a marchio Mabro (cambierà soltanto il disegno della prima lettera del brand), ma anche quella che sarà realizzata per i fasonisti. Due sono i grandi marchi dell'alta moda che hanno deciso di valutare i prototipi realizzati dalle vestaglie azzurre: giacche, tailleur, con gonne e pantaloni.  I clienti, piano piano, stanno tornando nel portafogli del direttore commerciale Flavio Mauro. I migliori affari per ora si fanno nel Nord Europa: a Stoccolma come in Belgio. E anche i fornitori hanno ricominciato a dare fiducia alla nuova società, che sta cominciando a riaprire tutti i canali commerciali ch erano stati persi dopo che le precedenti collezioni non erano state consegnate. Ora c'è da pensare al futuro e a mantenere quantomeno la promessa fatta nel piano industriale, con una chiusura di bilancio per sei milioni di euro di fatturato.

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