Il Tirreno

Grosseto

Le guerre del commercio. «Il direttore Ascom inventa numeri»

Ora volano sberleffi

<b>COMMERCIANTI INDIPENDENTI </b>Il portavoce Giampaolo Baldi
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COMMERCIANTI INDIPENDENTI Il portavoce Giampaolo Baldi

I negozianti "indipendenti" contro Regina

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 GROSSETO. Il buon sangue tra una fetta di commercianti grossetani e il direttore dell'Ascom Paolo Regina ha smesso di scorrere ormai da tempo. Le questioni che dividono sono arcinote, a cominciare dall'annosa querelle sulle aperture domenicali: il direttore è per la massima libertà di scelta, alcuni commercianti per le chiusure imposte. Proprio sulle domeniche si registrò il primo scontro pubblico, culminato - dopo mesi di tensioni - nello "strappo": capitanati dall'ottico Giampaolo Baldi alcuni negozianti hanno lasciato Ascom per costituire il gruppo degli "indipendenti". Ma ora la guerra assume toni a dir poco virulenti, con Baldi che alza il tiro, dritto ed esplicito sul direttore.  «Il commercio grossetano ha bisogno alla direzione di persone capaci, di realismo, di correttezza di comportamenti, di misurabilità di quello che si afferma o almeno di buonafede, della certezza dei dati», scrive infatti Baldi riferendosi (in negativo) a Regina. Colpevole a suo dire di aver sbandierato numeri inverosimili rispetto all'affluenza nelle notti di shopping dei giovedì in centro.  «Premesso che riteniamo i giovedì sera aperti un'iniziativa positiva e da mantenere - dice Baldi - sono dovute delle importanti precisazioni. Leggo sui quotidiani locali che il direttore di Ascom Paolo Regina ha comunicato alcuni dati relativi alla percentuale dei negozi aperti il giovedì sera, dopo cena, e l'affluenza di persone in centro. La percentuale dei negozi aperti sarebbe dell'80%. L'affluenza delle persone ventimila ogni giovedì. Su cosa ha fornito questi dati? Le sue impressioni? Ha passeggiato solo in una zona di venti metri dove c'erano cinque attività e una era chiusa... Ed ecco la percentuale magica? Se non si hanno dati certi non si comunicano cifre fantasmagoriche inventandosele per farsi belli». Baldi passa poi ad elencare altre vicende nelle quali - a suo dire - il direttore Ascom avrebbe mentito. Per esempio sulle responsabilità del trasferimento di Piazze d'Europa da Grosseto a Follonica: «Cercò di scaricare le colpe sui commercianti, ma lo spostamento era solo una scelta di Ascom e Fiva».  Dunque l'invito: Regina fa bene a restare dov'è, chiosa Baldi, ma «più difficile da capire è la dirigenza Ascom che gli paga lo stipendio».  Niente da fare: anche il prossimo sarà un autunno caldissimo sul fronte del commercio. Un settore che invece di fare squadra per fronteggiare la crisi continua a litigare. Divisi alla meta.

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