Il Tirreno

Grosseto

Multa per l'attacco d'asma

Paola Villani
<b>MULTATA </b>La signora Graziella Perotta
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MULTATA La signora Graziella Perotta

Accosta l'auto per una crisi, il vigile stacca il verbale

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 FOLLONICA. Multata mentre ha un attacco asma. Graziella Perotta, proprietaria di un negozio di taglia e cuci, soffre di asma e se le capita di avere un attacco mentre guida deve accostare per prendere i faramci che porta sempre con sé per bloccare la crisi. Per questo nella sua auto è esposto il cartellino degli invalidi, ottenuto proprio per la patologia che la signora ha dalla nascita.  L'ultima crisi respiratoria però ha avuto non solo effetti sulla sua salute ma conseguenze anche per le sue tasche: per lei una multa di 80 euro perché aveva parcheggiato la macchina vicina a un incrocio e alle strisce pedonali. «Quello che mi è successo ha dell'incredibile - racconta la donna - stavo attraversando via della Repubblica quando ho iniziato ad avere i primi sintomi di un attacco d'asma; non avendo con me né l'acqua né l'inalatore, mi sono accostata al lato della strada davanti al negozio di una mia amica per chiederle aiuto. In quegli attimi ho, tra l'altro, avuto l'accortezza di non mettere l'auto in secondo fila ma di parcheggiarla, proprio per non disturbare il traffico. Quando sono entrata nel negozio mi sono fatta dare un bicchiere di acqua chiedendo che mi facessero la cortesia di andare a comprarmi il medicinale: mentre stavo bevendo una persona che era nel negozio mi ha avvertito che mi stavano facendo la multa. Con l'attacco di asma in corso sono uscita con l'intenzione di spiegare all'agente della municipale che cosa mi era successo, ma quando sono arrivata il vigile ha iniziato a dirmi che doveva farmi la multa, chiedendomi libretto e patente. Nonostante io le abbia ribadito più volte che stavo male e che non ero in grado in quel momento di respirare figuriamoci di cercare i documenti, l'agente continuava ad insistere dicendomi che mi avrebbe fatto altre multe. Nemmeno quando le ho detto che avrei portato tutto al comando appena mi fosse passato l'attacco ha cambiato atteggiamento, tant'è che invece di fornirle la patente le ho dato la carta di identità da quanto ero frastornata e sconvolta dalla situazione». E la mattinata della signora non è finita qua, perché sempre respirando male è andata alla stazione della municipale con il marito per chiarire ulteriormente la questione. «Quando sono arrivata sono rimasta dentro gli uffici solo pochi minuti perché non mi sentivo bene. Ho aspettato mio marito in macchina, e alla fine non contenti sono usciti anche a farmi firmare il verbale. Dopo tutta questa trafila sono finalmente andata al pronto soccorso dove mi hanno fornito le cure del caso. Quello che non capisco è perché questo accanimento? Perché invece di continuare a parlarmi di multe l'agente non ha chiesto se avevo bisogno di aiuto, se doveva accompagnarmi al pronto soccorso o chiamare un'ambulanza? Mi era successo un episodio simile con i carabinieri: vedendomi in macchina in quello stato la prima cosa che mi chiesero fu se avessi bisogno di aiuto. Comunque andrò avanti per vie legali, la storia non finisce qui».

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