Il Tirreno

Grosseto

"Fuori Rotta" costretto a chiudere

Lorenzo Santorelli
"Fuori Rotta" costretto a chiudere

Dopo i sigilli antifeste, il Comune revoca anche le autorizzazioni al bar

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MARINA DI GROSSETO. Non c'è tregua per uno degli stabilimenti balneari più gettonati dai giovani grossetani. Dopo i sigilli apposti su gran parte del bar e dello spazio prospiciente e la revoca della licenza all'associazione "Duemilaeventi" che organizzava le serate vicino al mare, arriva la mazzata bis per il "Fuori Rotta", il locale nel tratto di spiaggia tra Marina di Grosseto e le Marze. Al "Fuori Rotta" stavolta è stata annullata - dal settore tributi e patrimonio del Comune - l'autorizzazione con la quale il concessionario della struttura, la società cooperativa L'Ombrone, affidava la gestione dell'attività all'impresa individuale di Marco Aliberti fino al settembre 2014. Certificando così, al netto dell'accoglimento del ricorso, la chiusura dell'attività.  Le motivazioni sono quelle che avevano portato ai precedenti provvedimenti poiché, a seguito di sopralluoghi da parte della municipale veniva evidenziato che "il punto ristoro si trova isolato rispetto ad altri insediamenti, è raggiungibile dagli avventori esclusivamente a piedi attraversando un esteso tratto boschivo privo di illuminazione, non agevolmente raggiungibile dai normali mezzi di emergenza, soccorso e polizia". Stesse problematiche sottolineate anche dalla polizia amministrativa della Questura, mentre i vigili del fuoco hanno rilevato la presenza di "elementi di pericolo che in caso di incendio possono comportare gravi problemi e compromettere l'incolumità pubblica". A determinare l'annullamento della licenza di gestione è stato un ultimo sopralluogo, il 26 agosto, del "Servizio vigilanza territoriale" della polizia municipale, nel quale veniva accertata "un'attività di intrattenimento danzante (...) in un'area che si configurava come una vera e propria pista da ballo a cui era possibile accedere senza alcun controllo di sorta". In quell'occasione il gestore del locale, Marco Aliberti, era stato colto da malore e per i vigili il fatto che "il sentiero, della lunghezza di circa 800 metri, non è percorribile da mezzi di soccorso, è confermato dal padre del sig. Aliberti Marco, costretto ad accompagnare il figlio in ospedale".  «Per noi è andata in modo del tutto diverso - tuona il fratello di Marco, Andrea - agli agenti era stato chiesto di accompagnarlo al pronto soccorso ma loro non hanno voluto e, solo allora, nostro padre è stato costretto a portarlo lui stesso in ospedale. Facciamo una prova pubblica e vediamo se le ambulanze ci passano o no». Dopo aver premesso di non volere «strumentalizzazioni politiche di alcun genere», Aliberti si è recato in consiglio comunale per intrattenersi informalmente con l'assessore Cerciello e i consiglieri di opposizione di Sinistra e Libertà, Buzzetti e Citerni. «Cerciello si è detto disponibile, se non avessi organizzato più serate, a far rivedere l'ordinanza per permettermi di rimanere aperto almeno a pranzo». Invece il coordinatore provinciale di Sel, Buzzetti, dopo essersi chiesto «come mai le ambulanze riuscivano a raggiungere il Fuori Rotta quando è stata concessa la licenza mentre oggi non riuscirebbero più a farlo» e aver espresso alcuni dubbi su un «accanimento da parte delle forze dell'ordine», ha attaccato il regolamento comunale. «È poco chiaro, contraddittorio e restrittivo. Vieta cose che invece sono consentite a Scansano o a Castiglione. Se sarà necessario presenteremo un'interrogazione». Ai gestori del Fuori Rotta non resta che presentare, entro 30 giorni al Prefetto o 60 giorni al Tar, il ricorso che, se non venisse accolto in tempi rapidi, non salverebbe gli ultimi scampoli di una stagione estiva a quel punto archiviata.

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