Finanza
Coca nascosta nelle mutande
Federico Lazzotti
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INDAGINE. Condotta dalla squadra mobile della polizia Commercialista nei guai, arrestato il pusher cinese
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GROSSETO. La settimana scorsa l'avvocato al volante della sua auto decappottabile con il naso ancora imperlato di cocaina, ora un notissimo commercialista trovato con dieci grammi di polvere bianca nascosta nelle mutande e denunciato. «È il giro di droga dei professionisti grossetani», ammette un investigatore. L'indagine, coordinata dal pubblico ministero Alessandro Leopizzi e condotta dalla sezione narcotici della polizia, parte alla 2010 e non si può dire ancora conclusa. Anzi. Adesso l'obiettivo è arrivare al livello superiore dell'organizzazione dopo aver messo insieme elementi che portano gli inquirenti a credere che «esista una rete di spaccio in città che rifornisce anche la Grosseto bene». Tutto inizia con gli arresti di quelli che gli stessi inquirenti definiscono «pesci più piccoli» come Andrea Mambrini, 38 anni, e Valentin Bardolin, 28, quest'ultimo capace di crearsi un ufficio di vendita al dettaglio in un bar del centro. Fino ad arrivare a Massimo Mattioli, 39 anni, professione rappresentante e presunto fornitore di cocaina a domicilio: nella sua casa di via Pietro Micca gli inquirenti hanno trovato una cinquantina di grammi di cocaina e migliaia di euro in contanti. È partendo da quest'ultima operazione e molto probabilmente dalle decine di numeri telefonici trovati nei telefoni sequestrati, che la polizia è riuscita a risalire ad un altro ramo dello stesso albero dello spaccio. Così a meno di una settimana dall'ultimo blitz, dietro le sbarre è finito Gao Lejin, commerciante di 37 anni di origine cinese, pizzicato in un bar mentre cedeva dieci grammi di cocaina a un commercialista di 50 anni, già arrestato dai carabinieri lo scorso anno con lo stesso quantitivo di droga. «Ci ha stupito - spiegano gli investogatori - il collegamento tra il professionista e un cittadino cinese perché è la prima volta che lo spaccio in città coinvolge un cittadino orientale». Ad insospettire gli agenti il continuo via vai davanti all'esercizio commerciale nel quale lavora il trentasetteenne tra via Col di Lana e via Monterosa, una sorta di bazar di prodotti orientali che vanno dagli alimentari all'abbigliamento. Due giorni di appostamenti poi l'arrivo del professionista, lunedì pomeriggio, a bordo di uno scooter. «All'inizio hanno parlato - raccontano dalla Questura - poi sono andati insieme in una bar poco distante, in via Aurelia nord». È qui che è avvenuto lo scambio. «A questo punto - vanno avanti gli investigatori - si sono divisi: il cittadino cinese è tornato in negozio mentre il cinquanteenne se n'è andato in motorino». Il commercialista aveva nasconto la cocaina nelle mutande mentre in tasca al commerciante gli inquirenti hanno trovato 1400 euro in contanti, per la polizia i soldi appena incassati dalla vendita delle droga. Ieri mattina, il trentasetteene, è comparso davanti al giudice: ha patteggiato 9 mesi di carcere e 2000 euro di ammenda. Ma non ha spiegato quale rapporto lo lega al professionista.
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