Il dolore
Centro Etruschi, confermati tutti i dubbi
Enrico Pizzi
◗
IN FORSE Larchitetto Chigiotti col suo progetto del Centro Etruschi Bonifazi: «Nessun dietrofront, ma se la Regione non ci mette qualcosa in più...»
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Non abbiamo preso nessuno per il sedere, non abbiamo scherzato e non facciamo marcia indietro dopo aver conquistato i voti dei cittadini: chi dice questo è in malafede». Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi si accalora, in consiglio comunale, per recuperare sulla notizia dello stop al progetto del centro nazionale di documentazione della civiltà etrusca che era stata data in sordina dall'assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci, alle commissioni II e IV riunite per discutere del bilancio e del piano triennale delle opere pubbliche. Il messaggio di Bonifazi è che il centro di documentazione degli etruschi si farà se la Regione ci metterà più soldi, anche per la successiva gestione. Il Comune di Grosseto, dunque, nega di aver rinunciato al progetto anche se l'assessore Monaci fa capire che la condizione posta in questa fase di riflessione non dà certezze sulla realizzazione dell'intervento. Se si è aperta la riflessione però - tiene a far sapere l'assessore anche per non urtare la suscettibilità di chi il progetto l'ha voluto e pensato - non è per il merito del progetto stesso, ma per questioni legate alle manutenzioni e alla successiva gestione. Insomma, come dice con chiarezza la capogruppo di Sel in consiglio comunale Cristina Citerni, che plaude a questa "pausa di riflessione" che si è aperta sul centro di documentazione degli etruschi, si è pensato un contenitore senza avere idea di quale avrebbe dovuto essere il suo contenuto. Di più, emerge tra le righe che non ci si sarebbe posti il problema di costi di manutenzione della struttura e di quelli di gestione. Per questo, oltre che per il cambiamento dello scenario che sarebbe avvenuto - a dire del sindaco Bonifazi - negli ultimi due mesi il Comune ha pensato a una breve pausa di riflessione, con la Regione che - ricorda il sindaco - ha partorito per prima il progetto chiedendo a Grosseto di essere capofila, quando nel 2002-2003 c'erano anche i soldi per realizzarlo. «Poi l'amministrazione di allora - dice il sindaco - non ha più seguito il progetto e nel 2006-2007 si è appreso che i soldi non c'erano più, ma che poteva essere inserito nel Piuss». Insomma, una storia travagliata che potrà concludersi positivamente solo se «la Regione è disposta a partecipare di più per la realizzazione e a finanziare anche la gestione». Su un'altra assenza dal piano delle opere pubbliche, la pinacoteca delle Clarisse che dovrebbe ospitare la collezione Luzzetti, il sindaco ha voluto sgombrare il campo da ogni dubbio. «Rassicuro che si farà - ha detto - Il progetto è stato fatto dagli architetti Mario e Cecila Luzzetti e il Comune deve valutarlo e inserirlo nel piano delle opere pubbliche». E per la sede unica «abbiamo cinque anni davanti - ha detto - per metterla in cantiere». Nulla, invece, sulla Chelliana. L'assessore Monaci spiega che queste opere ci saranno, nel piano 2012-2014 e ci sarà anche il ponte per l'attraversamento ciclabile dell'Ombrone, ma aggiunge che l'aver messo in stand by il progetto degli etruschi ha consentito di liberare risorse per tutta una serie di interventi come la manutenzione delle strade urbane (900mila euro), degli impianti sportivi (700mila) e degli edifici scolastici (900mila).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
