Il Tirreno

Grosseto

Il Pdl allarmato dalla relazione dei sindaci revisori: il Comune potrebbe rimetterci

«Partecipate fuori controllo»

En.Pi.
<b>PARTECIPATE.</b> La San Lorenzo Servizi ha sede al cimitero
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PARTECIPATE. La San Lorenzo Servizi ha sede al cimitero

Bilancio di previsione: l'attacco di Giacomo Cerboni

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 GROSSETO. Il Comune «non dispone di informazioni sufficienti a porre in essere un'attività di monitoraggio degli andamenti degli organismi partecipati necessaria a effettuare un'efficace previsione di bilancio». È su questa frase, che si trova nella relazione del collegio dei sindaci revisori che hanno dato parere favorevole al bilancio di previsione 2011 del Comune di Grosseto, che si è soffermata l'attenzione del capogruppo del Pdl in consiglio comunale Giacomo Cerboni che si è chiesto anche come abbiano fatto i sindaci revisori, date le premesse, a dare parere favorevole.  Cerboni è convinto che quella delle partecipate sia una partita a sorpresa e la sua convinzione è rafforzata da ciò che i sindaci scrivono chiudendo il capitolo sulle partecipate, ricordando che «l'esigenza di disporre di un quadro della situazione delle partecipate e degli altri enti che gravano sulla finanza comunale risulta tanto più importante quanto più ampio è il rischio che gli organismi partecipati presentino situazioni deficitarie tali da obbligare versamenti, da parte del Comune, a copertura di perdite conseguenti con conseguenti effetti negativi sugli equilibri di bilancio». E che le partecipate siano fuori controllo, secondo Cerboni, è dimostrato anche dal fatto che i sindaci revisori dicono che nel 2010 l'ente non ha esternalizzato servizi e non prevede di esternalizzarne per il 2011. «Ma i sindaci non sanno del campeggio e del verde pubblico?» chiede il capogruppo del Pdl.  Altro elemento critico, per l'opposizione in questo passaggio che porta all'approvazione del bilancio di previsione è ciò che ha paventato l'assessore al bilancio Paolo Borghi quando ha «lanciato un sasso nello stagno» chiedendo una riflessione sull'opportunità di continuare a gestire dei servizi a domanda individuale coprendo i costi, in media, per oltre il 70%. «Non possono chiedere ora - dice Cerboni - la nostra partecipazione alla riflessione, dovevano coinvolgerci quando spendevano soldi per il piuss, su cui adesso sembrano voler ripensare, o quando contraevano mutui per altri interventi che non porteranno alcun beneficio». Il ritornello delle critiche è analogo anche per il capogruppo del Buongoverno, Luigi Colomba, che definisce la giunta "sperperatori incalliti" e cita, come esempi, il servizio idrico e la gestione dei rifiuti. Nel primo caso nulla è cambiato dopo il referendum e il Comune continua a rinunciare anche al canone per gli impianti, mentre nel secondo caso, per Colomba è il Coseca che costa troppo.  Un'amministrazione che ha bisogno di fare cassa - sottolinea Claudio Pacella (Lista Lolini) - tanto da monetizzare per 2,3 milioni di euro l'area per pubblici spettacoli che doveva essere realizzata dai privati accanto all'Ipercoop.

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