Attenzione
Salhaddin è stato ucciso da una congestione
Ha fatto il bagno dopo aver mangiato. Questa la causa della morte del bambino marocchino di 5 anni, stroncato da un malore nella piscina comunale di Giuncarico
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E' stata una congestione all'origine dell'annegamento del piccolo Salhaddin, il bambino marocchino di 5 anni morto domenica dopo aver fatto il bagno nella piscina comunale di Giuncarico. A stabilirlo sono i primi dati arrivati - in via ufficiosa - dall'autopsia il cui esito ufficiale dovrà arrivare entro 60 giorni.
Il bambino si sarebbe sentito male in acqua, da dove poi è stato estratto per poi essere sottoposto ai primi soccorsi. Dopo circa 25 minuti, il personale del 118 giunto in ambulanza e con il Pegaso ha proseguito a bordo piscina il tentativo di rianimazione. Il piccolo è arrivato in condizioni disperate al pronto Soccorso di Grosseto dove è morto intorno alle 18.
Gli accertamenti, coordinati dal sostituto procuratore di Grosseto Stefano Piazza, riguardano anche la ricostruzione dell'accaduto e il ruolo dei presenti al momento dell'incidente, in particolare il padre del piccolo e la bagnina della piscina.
Quanto alla tempestività dei soccorsi l'Asl di Grosseto fa sapere di aver seguito le indicazioni da chi ha chiesto l'intervento. Al momento non ci sono inchieste interne sulle procedure che sono considerate «attinenti al protocollo». Intanto la comunità di Tatti, la frazione di Massa Marittima in cui viveva il bambino, ha avviato una colletta per consentire alla famiglia di celebrare il funerale in Marocco.
Il bambino si sarebbe sentito male in acqua, da dove poi è stato estratto per poi essere sottoposto ai primi soccorsi. Dopo circa 25 minuti, il personale del 118 giunto in ambulanza e con il Pegaso ha proseguito a bordo piscina il tentativo di rianimazione. Il piccolo è arrivato in condizioni disperate al pronto Soccorso di Grosseto dove è morto intorno alle 18.
Gli accertamenti, coordinati dal sostituto procuratore di Grosseto Stefano Piazza, riguardano anche la ricostruzione dell'accaduto e il ruolo dei presenti al momento dell'incidente, in particolare il padre del piccolo e la bagnina della piscina.
Quanto alla tempestività dei soccorsi l'Asl di Grosseto fa sapere di aver seguito le indicazioni da chi ha chiesto l'intervento. Al momento non ci sono inchieste interne sulle procedure che sono considerate «attinenti al protocollo». Intanto la comunità di Tatti, la frazione di Massa Marittima in cui viveva il bambino, ha avviato una colletta per consentire alla famiglia di celebrare il funerale in Marocco.
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