Italia
Gabbie e fotocellule sparse nelle colline di Prata fino a nuovo ordine
Pantera, la caccia prosegue
Federico Lazzotti
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LA PANTERA (nel circolino) fotografata a distanza La decisione dopo il summit in Prefettura di ieri
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GROSSETO. La caccia alla pantera nelle colline intorno a Prata andrà avanti per almeno altre due settimane. È questa la decisione con la quale si è conlcuso il summit sulla sicurezza che si è svolto ieri mattina in Prefettura con tutte le autorità che compongono la task force creata all'inizio di agosto dopo i primi avvistamenti del felino. «Pur preso atto del fatto che non sono emersi significativi elementi di novità - spiega il viceprefetto vicario Luigi Manzo - si è comunque concordato, in via precauzionale, di mantenere inalterate le misure di individuazione e di cattura predisposte fino ad oggi». Di fatto, dopo l'avvistamento effettuato per due giorni consecutivi da parte di una famiglia che abita sulle colline sopra Massa Marittima e quello del 7 di agosto da parte di una pattuglia della Forestale che è risucita a fotografare Bagheera, com'è stato soprannominato il felino, nonostante le segnalazioni, di prove «evidenti» che si aggiri ancora in quei boschi non ce ne sono più state. A livello di indagini, a poco servono le quattordici segnalzioni defite attendibili, prese a verbale dalla forstale nelle ultime tre settimane. L'ultima risale a mercoledì scorso e a raccontare dell'avvistamento è stata una famiglia che ha detto di aver sentito anche i ruggiti dell'animale. Realtà o suggestione, si domandano gli investigatori. Per risolvere questo dubbio, nessuno se l'è sentita di abbandonare le ricerche e dunque il piano rimane lo stesso e prevede l'utilizzo di quattro gabbie posizionate nella zona di Prata e otto fotocellule anch'esse installate nella stessa area nel tentivo di fotografare il felino. Duarante il summit è stato anche toccato il tema della presunta taglia messa sulla cattura della pantera e poi rimbalzata nell'edizione pomeridiana del tg regionale. «Le istituzioni pubbliche - ha ribadito il viceprefetto a tutte le autorità poresenti al summit - non hanno mai pensato di mettere una taglia perché vorrebbe dire mettere in pericolo la cittadinanza».
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