Il Tirreno

Grosseto

L'ex agricoltore che cucinava al figlio

Antonello Carrucoli
<b>IL DELITTO.</b> Si &egrave; consumato nella parte nuova del paese
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IL DELITTO. Si è consumato nella parte nuova del paese

Gli amici: «Rapporto conflittuale peggiorato quando sono rimasti soli»

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 PITIGLIANO. Alduino Bianchi, il settantottenne pitiglianese ucciso con quindici fendenti di coltello all'una e trenta di sabato notte dal figlio Mauro, «nella vita aveva svolto la professione di bracciante agricolo ed era in pensione da molti anni. Un uomo molto semplice», raccontao gli amici che da una decina di anni era venuto ad abitare insieme alla famiglia -la moglie Orsola Celli e il figlio Mauro- nella zona nuova del paese, in via Baldini 43, lasciando la vecchia abitazione del centro storico nel vicolo della Costituzione.  «La moglie Orsola venne a mancare nella torrida estate del 2003 - confermano alcuni cittadini- e Alduino Bianchi rimase solo con il figlio nell'appartamento di via Baldini; spesso litigavano, ma quando Mauro si recava all'ospedale di Orbetello -dov'era in cura da una decina di anni per problemi psichiatrici il padre s'intristiva e si preoccupava che il figlio non mangiasse bene; infatti era lui che si occupava di cucinare in casa. Certo gli screzi non erano mancati, tant'è che qualche anno fa, per un certo periodo di tempo, Alduino Bianchi si era trasferito in un ospizio perché sembra che Mauro non lo volesse più in casa».  Nella città del tufo le persone sono sgomente per questa tragedia: «Non è vero che l'altro giorno è stato un giorno normale per la nostra cittadina - dice indignata qualche signora in piazza - la pena per le sorti del padre ed anche del figlio era palpabile: altro che normalità. Siamo una piccola comunità dove tutti ci conosciamo e quasi quotidianamente ci si incontra: certo, oggi siamo qui a domandarci se questa tragedia poteva essere evitata: il problema è complesso e va oltre il fatto locale, ma comunque è evidente che il disagio cresce anche nei piccoli centri come il nostro e purtroppo, i fantasmi che albergano nelle menti disturbate, prendono forma senza nessun preavviso. Mauro non aveva mai dato segni di violenza: ogni tanto faceva qualche urlo in piazza in evocazione di Bin Laden, Cristo, Jeova e poi si metteva a fare delle sonore risate. Ogni tanto chiedeva: "Ma secondo voi sono matto? Eppure mi danno anche una pensione. e tanti mica la prendono. Poi si metteva a ridere e andava via». Verso casa dove lo apsettava quello che lui vedeva come un padre padrone tanto da ucciderlo nel sonno con quindici coltellate prima di chiamare i carabinieri.

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