Il Tirreno

Grosseto

LA REPLICA

Italia Nostra contro Bizzarri «Sparare oggi non ha senso»

Michele Nannini

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 SCARLINO. La polemica sul ruolo e la funzione dei "cinghialai" fa registrare la nuova presa di posizione di Italia Nostra, l'associazione per la salvaguardia e la conservazione dell'ambiente e del territorio. Il presidente della sezione di Grosseto Michele Scola risponde a Maurizio Bizzarri, sindaco di Scarlino, entrando nel merito della questione ed avanzando anche qualche proposta.  A cominciare dal divieto di usare mute di cani nella caccia, per rendere la pratica davvero una attività sportiva.  «I passionari della caccia al cinghiale - spiega Scola - come li definisce affettuosamente Bizzarri, scambiano le loro anacronistiche nostalgie per verità assolute, chiusi come sono nella cerchia delle usanze paesane, nati e cresciuti in un mondo contadino ancora memore fino a qualche anno fa della fame e della povertà. I cinghialai reagiscono indignati ad ogni critica: le cacciate le facevano i loro babbi, i loro nonni ed i loro avi, tutta gente brava ed onesta; perché mai, si domandano, gli ambientalisti che nulla sanno del mondo della caccia si accaniscono contro le doppiette, mentre la gente comune non ha niente in contrario? Purtroppo però le cose non stanno così».  Scola prosegue. «Nessuno pensa che i cinghialai siano sanguinari nella vita come nelle cacciate, ci mancherebbe, e nessuno nega le radici nelle tradizioni popolari maremmane della caccia al cinghiale: solo che le pratiche che caratterizzano questa caccia un tempo erano ammissibili e necessarie, legate al fabbisogno di sfamarsi, ma oggi non sono più accettabili perché lo sviluppo del benessere ed il progresso etico e civile, oltre che la compassione verso tutti gli esseri viventi, le hanno rese offensive per la sensibilità della maggior parte della gente».  Italia Nostra sottolinea inoltre la diminuzione del popolo delle doppiette dal milione e 700 mila degli anni'80 ai 700 mila di adesso, con una età media di circa 70 anni.  «L'80% degli italiani, secondo le statistiche, è contrario alla caccia soprattutto quella cruenta, una percentuale identica alla quota di spagnoli contrari alla corrida o di inglesi contrari alla caccia alla volpe o ancora di giapponesi contrari alla caccia alle balene. I più attenti alle regole democratiche sono gli inglesi, che da 7 anni hanno proibito la caccia con le mute dei cani: propongo che anche da noi venga approvata una legge simile, sembra un dettaglio secondario ma in realtà è l'elemento che differenzia un'attività sportiva da un'azione da macellai. La caccia al cinghiale come è concepita adesso non è certo un hobby sportivo come dice Bizzarri, perché manca un confronto paritetico tra avversari. La fauna selvatica non è dei cacciatori - conclude Scola - appartiene a tutti, e non bisogna prendersela con Italia Nostra che divulga il problema ma con le regole della democrazia. I cinghialai vogliono essere considerati degli sportivi? Bene, rispettino le regole della sportività, rinuncino a mandare allo sbaraglio cinquanta cani, rinuncino alla tecnica dei fucilieri in agguato e vadano a caccia da soli, lealmente, col loro cane e il loro fucile».

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