Il Tirreno

Grosseto

«Se arrivavano prima lui si salvava»

<strong>STRAZIO </strong>I familiari all’obitorio In alto il dolore della sorella della piccola vittima
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STRAZIO I familiari all’obitorio In alto il dolore della sorella della piccola vittima

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GIUNCARICO. «Andate via tutti, andatevene», urla la sorella del piccolo Sahladi all'obitorio di Grosseto dove il corpo è arrivato da poco. Sono le 20 di ieri quando, sconvolta dal dolore, preferisce stringere a sé il proprio dolore insieme a quello dei familiari, piuttosto che condividerlo con sguardi stranieri. Il padre entra ed esce dall'obitorio, è fuori da sé ma impietrito: sandali neri, pantaloni verde militari tagliati al polpaccio, maglietta blu, cappellino bianco. La madre ha un foulard blu che le raccoglie i capelli mentre una lunga tunica le le copre i pantaloni bianchi. È appoggiata al muro, piange ed è consolata dai familiari marocchini: sei o sette persone che si sono precipitate sul posto per stringersi al loro dolore. Il marito tace, la madre e la figlia gridano quanto possono tutto il loro dolore, e si schiacciano al muro. Parlano quasi sempre in arabo e non piangono soltanto ma imprecano. La sorella grida in buon italiano, «Andate a Giuncarico. Andate in quella piscina a vedere... E scrivetele queste cose. Scrivete che noi lo sappiamo come sono andati i fatti... Ditelo, che i soccorsi sono arrivati tardi, che le ambulanze sono arrivate dopo due ore, che non devono succedere queste cose perché mio fratello me l'hanno portato via». "Due ore", dice lei, anche se è è un'iperbole per parlare di un tempo che a suo avviso è comunque troppo. Forse mezz'ora, forse un'ora, chissà. Oppure no. Ma «se arrivavano prima Sahladi si salvava...», insiste. Non c'è possibilità di chiederle il nome, nello strazio della morte dominano l'angoscia e la rabbia e non c'è spazio per altro.  Più solitario è il babbo del bambino, rannicchiato in terra davanti a una corona di fiori e con la carta d'identità in mano. Dentro all'obitorio ci sono i carabinieri, che stanno prendendo i dati e proseguendo le indagini. Al vaglio sono la posizione degli addetti al salvataggio e anche la sua, quella del padre, che secondo i testimoni presenti in piscina avrebbe lasciato solo Sahladi e che ora se ne sta lui, da solo, a vegliare la salma composta all'obitorio.

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