Il dolore
Muore operaio travolto da un'auto
Francesca Gori
◗
LO STRAZIO. La moglie con il brigadiereEnnesimo incidente a Capalbio Scalo, la vittima aveva 54 anni
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Un incrocio maledetto, uno scooterista che ha soltanto voglia di tornare a casa da sua moglie dopo aver acquistato il pane fresco per la domenica e un avvocato che invece sta rientrando a Roma. Due destini che non si sarebbero mai incrociati ma che si sono scontrati sull'Aurelia: il centauro non ce l'ha fatta. Quello che resta dello schianto di ieri mattina sull'Aurelia all'altezza dello svincolo di Capalbio Scalo sono i panini all'olio per terra, il dolore di una famiglia, le polemiche per l'ennesima tragedia successa su quella strada.
Costel Crudu, operaio agricolo di 54 anni di origini romene era in sella al suo scooter Kymko. Ha superato l'incrocio con la statale senza accorgersi che un Land Rover Freelander stava arrivando lì, proprio in quell'istante. L'impatto è stato violento. Al volante dell'auto c'era un avvocato romano di 81 anni. Si è fermato subito, ma sotto le ruote del suo fuoristrada era rimasto lo scooter di Crudu e il corpo dell'uomo. Morto sul colpo. L'avvocato romano è sceso dalla sua auto e ha capito subito che quel corpo sotto il suo Freelander era ormai il corpo senza vita di un uomo. «Si è azionato l'airbag - ha detto - non ho capito più niente».
L'auto ha arrestato la sua corsa al centro della carreggiata, senza scontrarsi, fortunatamente, con le auto che stavano viaggiando verso nord. È arrivata l'ambulanza del 118 e i carabinieri della compagnia di Orbetello, che hanno chiuso entrambe le carreggiate di marcia dell'Aurelia e dirottato il traffico sulla Pedemontana. È bastato poco perchè la notizia di quell'incidente, l'ennesimo sulla statale, andasse a bussare alla porta di casa dell'operaio romeno, che viveva con la famiglia a Bargello. Su quell'asfalto che bruciava di sole, dell'ultima domenica d'agosto da passare a casa, c'erano rimasti i panini all'olio acquistati da Crudu poco prima in una panetteria di Capalbio.
Sua moglie è arrivata subito e ha capito. Erano per lei, le aveva chiesto di comprarsi per imbandire la tavola della domenica. Ha scostato di poco lo sguardo e ha capito che di quell'uomo che aveva deciso di trascorrere con lei la sua vita era rimasto solo quel corpo martoriato coperto da un telo bianco. Ha pianto a lungo, ha gridato. Senza cedere a un brigadiere dei carabinieri che per lunghi minuti ha cercato di farla allontanare dalla salma del marito, rimasta sotto il solo cocente. Non aveva voglia di ombra e nemmeno di gente. Su quella lingua d'asfalto c'erano soltanto lui e lei, il loro amore, la morte di un marito e il dolore di una moglie. I carabinieri di Capalbio hanno misurato al millimetro quello che era rimasto sulla strada: la striscia della frenata, i pezzi di scooter sparsi ovunque. Crudu Costel, un anno fa, aveva avuto un altro incidente, sempre in sella allo scooter.
Per un solo giorno, sarebbe stato l'anniversario. Era il 29 agosto, quando cadde dallo scooter sulla strada Origlio. Era stato ricoverato alle Scotte di Siena, se l'era cavata. L'appuntamento con la morte si è ripresentata un anno dopo esatto. Quasi, non fosse stato per un giorno di differenza. Il destino però, ha voluto giocare con l'orario. Era successo alle 11 del mattino, è successo praticamente alla stessa ora. Costel Crudu a Capalbio lo conoscevano in tanti. Si era trasferito qua per lavorare. Faceva l'operaio nelle aziende agricole. Un uomo che lavorava la terra, che si prendeva cura della sua famiglia, che si era perfettamente integrato. A Capalbio una volta ha sfiorato la morte, la seconda invece, l'ha abbracciata.
Costel Crudu, operaio agricolo di 54 anni di origini romene era in sella al suo scooter Kymko. Ha superato l'incrocio con la statale senza accorgersi che un Land Rover Freelander stava arrivando lì, proprio in quell'istante. L'impatto è stato violento. Al volante dell'auto c'era un avvocato romano di 81 anni. Si è fermato subito, ma sotto le ruote del suo fuoristrada era rimasto lo scooter di Crudu e il corpo dell'uomo. Morto sul colpo. L'avvocato romano è sceso dalla sua auto e ha capito subito che quel corpo sotto il suo Freelander era ormai il corpo senza vita di un uomo. «Si è azionato l'airbag - ha detto - non ho capito più niente».
L'auto ha arrestato la sua corsa al centro della carreggiata, senza scontrarsi, fortunatamente, con le auto che stavano viaggiando verso nord. È arrivata l'ambulanza del 118 e i carabinieri della compagnia di Orbetello, che hanno chiuso entrambe le carreggiate di marcia dell'Aurelia e dirottato il traffico sulla Pedemontana. È bastato poco perchè la notizia di quell'incidente, l'ennesimo sulla statale, andasse a bussare alla porta di casa dell'operaio romeno, che viveva con la famiglia a Bargello. Su quell'asfalto che bruciava di sole, dell'ultima domenica d'agosto da passare a casa, c'erano rimasti i panini all'olio acquistati da Crudu poco prima in una panetteria di Capalbio.
Sua moglie è arrivata subito e ha capito. Erano per lei, le aveva chiesto di comprarsi per imbandire la tavola della domenica. Ha scostato di poco lo sguardo e ha capito che di quell'uomo che aveva deciso di trascorrere con lei la sua vita era rimasto solo quel corpo martoriato coperto da un telo bianco. Ha pianto a lungo, ha gridato. Senza cedere a un brigadiere dei carabinieri che per lunghi minuti ha cercato di farla allontanare dalla salma del marito, rimasta sotto il solo cocente. Non aveva voglia di ombra e nemmeno di gente. Su quella lingua d'asfalto c'erano soltanto lui e lei, il loro amore, la morte di un marito e il dolore di una moglie. I carabinieri di Capalbio hanno misurato al millimetro quello che era rimasto sulla strada: la striscia della frenata, i pezzi di scooter sparsi ovunque. Crudu Costel, un anno fa, aveva avuto un altro incidente, sempre in sella allo scooter.
Per un solo giorno, sarebbe stato l'anniversario. Era il 29 agosto, quando cadde dallo scooter sulla strada Origlio. Era stato ricoverato alle Scotte di Siena, se l'era cavata. L'appuntamento con la morte si è ripresentata un anno dopo esatto. Quasi, non fosse stato per un giorno di differenza. Il destino però, ha voluto giocare con l'orario. Era successo alle 11 del mattino, è successo praticamente alla stessa ora. Costel Crudu a Capalbio lo conoscevano in tanti. Si era trasferito qua per lavorare. Faceva l'operaio nelle aziende agricole. Un uomo che lavorava la terra, che si prendeva cura della sua famiglia, che si era perfettamente integrato. A Capalbio una volta ha sfiorato la morte, la seconda invece, l'ha abbracciata.
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