La rabbia del sindaco Luigi Bellumori
«È una bomba a orologeria» Pedemontana, caos traffico
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POLEMICA. Per l’ennesimo incidente sull’Aurelia2 MINUTI DI LETTURA
CAPALBIO. Non è la cronaca di una morte annunciata ma poco ci manca. Il dolore, a Capalbio, si incrocia con la rabbia per quello che è stato promesso ma non è ancora stato fatto: l'adeguamento dell'Aurelia. L'incidente di ieri lo ha dimostrato: quella strada continua ad uccidere, a mietere vittime una dietro l'altra. Il sindaco Luigi Bellumori parla con un filo di voce. «Costel era un gran lavoratore - dice - una persona perbene che si era perfettamente integrata qua da noi». Il dolore, sì. Ma anche quella rabbia che non esplode cieca, ma si manifesta con un senso di avvilimento difficile da allontanare. «Questo incidente richiama l'attenzione su quei 14 chilometri e 400 metri di autostrada - dice il primo cittadino di Capalbio - che sono assolutamente inadeguati per la portata del traffico dell'Aurelia». Il sindaco parla senza mezzi termini di «incroci come bombe ad orologeria». Come quello dove ieri Crudu ha perso la vita. Il problema della sicurezza è vero, è reale. Basta salire in auto e percorrere quella strada per accorgersi che l'Aurelia, così com'è, il nome di strada killer se lo merita tutto. «Ma anche la soluzione dela quale si parla con la realizzazione dell'autostrada - dice Bellumori - è completamente sbagliata. ieri ne abbiamo avuto la prova. Il traffico è stato deviato sulla Pedemontana, che diventerà la strada sussidiaria alla Tirrenica. Si è visto cosa è successo ieri: quella strada è completamente inadeguata». Luigi Bellumori di incidenti sull'Aurelia ne ha dovuti sopportare tanti. «Di morti ce ne sono stati più d'uno - dice- e ogni giorno dobbiamo fare i conti con le ambulanze che vanno a prendere feriti, con le auto che si scontrano». Qualche volta va bene. Altre no. Ieri su quell'incrocio ha perso la vita un uomo semplice, un grande lavoratore, un marito che voleva soltanto tornare a casa e portare il pane alla moglie. Godersi un girno di festa, lontano dai campi, dal lavoro e dall'agricoltura. «Il cordoglio profondo va ovviamente alla famiglia - dice il sindaco - ma di fronte all'ennesima morte non posso certo restare in silenzio. Quella strada è pericolosa, ma i lavori per renderla sicura non sono mai stati messi in cantiere».
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