Il Tirreno

Grosseto

Sindaco al fianco delle doppiette

Alfredo Faetti
<b>CACCIATORI </b>Dopo una battuta al cinghiale
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CACCIATORI Dopo una battuta al cinghiale

I cacciatori: «Non siamo pazzi sanguinari»

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 SCARLINO. «I cacciatori sono i primi custodi del territorio». L'Arci caccia provinciale risponde così alle associazioni animaliste dopo i loro interventi sul tema cinghiali in Maremma. Accanto a loro si schiera il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri.  «Scola - dice - vive nel paese delle meraviglie». In primis sono stati i contadini a lamentarsi di come la sovrapopolazione di cinghiali sul territorio danneggi le colture dei campi. Poi sono intervenute le istituzioni, gli esperti e le associazioni. Ultimo in ordine di tempo è stato Michele Scola, presidente della sezione grossetana di Italia Nostra, che ha proposto un tassa ad hoc per i cacciatori di cinghiali.  «Se vivesse nel mondo reale, forse vedrebbe la caccia al cinghiale per quello che è, cioè un hobby sportivo che ha radici culturali e storiche in Maremma, e non scandalizza nessuno se non lui e pochi altri ambientalisti integralisti» dice Bizzarri. Sono proprio i cacciatori a sentirsi chiamati in causa nel dibattito, dopo che gli animalisti li hanno battezzati come «sanguinari».  «I cacciatori sono i primi custodi del territorio, ben consapevoli che senza una risorsa ambientale ben gestita non vi può che essere la dominazione delle specie più forti su quelle più deboli. - risponde l'associazione venatoria - Dalle dichiarazioni degli ambientalisti si capisce che ignorano totalmente le leggi che normano la materia, sia quelle a livello nazionale che quelle a livello regionale. Oggi la Maremma è il territorio dov'è più massiccia la presenza sia degli ungulati che dei lupi: analizzando tale situazione c'è pure chi sostiene che la colpa è dei cacciatori. Questo è in contrasto con qualunque logica quindi, o è in malafede oppure non ha capito nulla sulla condizione di una vera e propria necessità di "gestione effettiva" non fatta solo di palinare a divieti i perimetri di tali istituti».  In questo senso i cacciatori plaudono la posizione sia di Bizzarri che del presidente Leonardo Marras.  Ed è proprio il sindaco di Scarlino a rincarare la dose, rivolto sempre a Scola. «Una cosa è chiara: non si può fare un'affermazione grave che indica i cinghialai come una "casta protetta e da supertassare", pensando che tutti stiano zitti di fronte a queste assurdità».  I cacciatori si sentono «di rimandare ai mittenti le osservazioni pervenute e altrettanto le soluzioni indicate, frutto solo di demagogia e non di una volontà di sedersi ad un tavolo e affrontare nel confronto delle idee le questioni citate», dicendosi «orgogliosi di praticare questa attivita».  E fanno bene a esserne orgogliosi, stando alle parole di Bizzarri. «In Maremma i cacciatori non sono una casta intoccabile, ma una categoria di appassionati, tartassati dai balzelli e dalle tasse venatorie (non poche), che nonostante tutto non demordono, neanche quando sono messi sotto attacco come se fossero killer seriali. E finché ci saranno queste persone è giusto che ci siano al loro fianco le istituzioni a difendere anche i loro diritti».

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