Sicurezza
Rogo al rifugio, 70mila euro di danni
Claudio Biondi
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DISTRUTTO Il rifugio a Cava della Rena nella zona delle colline metallifere L'origine è dolosa, allarme nella notte. Caccia agli autori
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MASSA MARITTIMA. Settantamila euro di rifugio appena ristrutturato dalla Comunità montana sono andati in fumo la scorsa notte sulle colline di Massa Marittima. I carabinieri hanno già aperto un'inchiesta perché dai primi rilievi sembra che l'incendio sia di orgine dolosa. Difficile per adesso dire se ad appiccarlo sia stato un mitomane o se dietro ci sia un messaggio di avvertimento. L'allarme è stato lanciato la notte scorsa poco prima delle una e in pochi minuti ha completamente distrutto la struttura costruita di recente dalla Comunità Montana Colline Metallifere in località Cava della Rena. Una moderna struttura in legno capace di ospitare oltre cinquanta persone a tavola e dotata di attrezzature per cucinare. «Chiunque - spiegano dalla zona - poteva andarci per un pic nic. Era stato costruito anche un barbecue. Mentre il rifugio viene usato dalla squadra che caccia in quell'area». Oltre a quella è andata distrutta anche una tettoia in legno che serviva da riparo e sosta sia per persone fisiche che per quadrupedi o mountain-bike e tutte le attrezzature tra cui un escavatore e un gruppo elettrogeno. La località di Cava alla Rena non era solo usufruita dai componenti della squadra di caccia al cinghiale n.9 conosciuta meglio come "dei massetani" ma anche meta di numerosi gruppi che fanno dei percorsi a cavallo o in sella alle biciclette, ma anche meta di famiglie che desiderano passare una giornata a contatto della natura. Nella nottata di ieri, subito dopo la mezzanotte, è giunta segnalazione dell'incendio al 112 che ha prontamente allertato la squadra antincendio della Comunità Montana unitamente al distaccamento dei vigili del fuoco. Purtroppo il loro intervento prezioso è servito a spegnere l'incendio che ha distrutto tutto il complesso, salvo la tettoia centrale, non intaccata dal fuoco ma ha permesso che le fiamme non si propagassero ed attaccassero le piante vicine e quindi provocassero un rogo di ben più gravi proporzioni e conseguenze. Le indagini sono in corso ma si presentano difficili dato la particolare ubicazione del punto di sosta, distante circa sette chilometri da Massa Marittima. I danni sono gravissimi, la distruzione totale e il danno economico è di difficile quantificazione anche se da una prima valutazione la cifra potrebbe aggirarsi sui 70mila euro tra il costo della struttura e gli attrezzi che erano al suo interno.
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