Il Tirreno

Grosseto

LA PROVINCIA

«Non abbiamo un euro Gli imprenditori privati aiutino gli enti pubblici»

El. Gi.
<b>ASSESSORE </b>Cinzia Tacconi
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ASSESSORE Cinzia Tacconi

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 GROSSETO. Mancano soldi pubblici per la cultura? «I privati ci aiutino». A lanciare l'sos non è un artista qualunque; non un imprenditore creativo con la passione per le mostre ma la Provincia di Grosseto che lancia il suo sos, e propone il ritorno di un nuovo mecenatismo culturale.  È vero, «non abbiamo soldi, siamo strozzati dai problemi del bilancio e del patto di stabilità - spiega l'assessore provinciale alla cultura Cinzia Tacconi - Tra le altre cose non abbiamo potuto finanziare il festival di Elena Guerrini, che punta su nomi di eccellenza e di qualità assoluta, e siamo dispiaciuti. Ma abbiamo sempre meno risorse. Stiamo veramente facendo i salti mortali».  Secono l'assessore, solo stringendo un rapporto sempre più forte tra pubblico e privato si può far ripartire la cultura. E di più. Si può incidere sul rilancio di un nuovo e rivoluzionario turismo culturale, basato per esempio sul vino. Un esempio virtuoso è offerto da Amiata Piano Festival, rassegna internazionale di musica classica con 12 concerti nella sala della musica di Collemassari: una cornice incantevole di dolci colline, vigneti e splendidi borghi ben curati ha ospitato una kermesse che - proprio grazie alla disponiblità del privato - ha riscosso un bel successo di pubblico. «In un'esperienza come questa - prosegue la Tacconi - ci sono le radici e le indicazioni di un incontro indispensabile che può giocarsi tra impegno pubblico e iniziativa privata. Amiata piano festival ha seguito bene questa evoluzione unendo la grande musica da camera a un prodotto leader: il vino. Il festival è cresciuto per sette anni con il sostegno del Comune di Cinigiano e della Provincia di Grosseto e ha raggiunto la maturità grazie al contributo decisivo della Fondazione Montecucco. Senza i due livelli, quello pubblico e quello privato, non sarebbe stato possibile. La cultura in provincia di Grosseto dev'essere un forte motore di sviluppo». L'input è dunque lanciato ai privati, affinché «ci aiutino a dare alla cultura una caratterizzazione forte», anche basata sull'enogastronomia. Quali privati? Gli imprenditori del vino per l'appunto, ma anche gli istituti di credito, le fondazioni bancarie. «Oltre all'azienda di Collemassari, abbiamo ricevuto una proposta interessante, in questi giorni, da parte di altri imprenditori che vorrebbero mettere a disposizone le loro barriccaie per fare gli eventi. Stiamo valutando ingressi come questo e vogliamo appoggiarli». L'appello è soprattutto lanciato alla Camera di Commercio di Grosseto, perché si faccia tramite per sollecitare le imprese e ci aiuti». Insomma: sos mecenati.

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