Il Tirreno

Grosseto

Nell'ossario la storia del paese

Fiora Bonelli
<b>LA PROPOSTA </b>Lo studioso Alessandro Bramerini Accanto i resti trovati nella cripta della chiesa
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LA PROPOSTA Lo studioso Alessandro Bramerini Accanto i resti trovati nella cripta della chiesa

Corpi mummificati nella chiesa. Lo studioso: «Analizziamoli»

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 ARCIDOSSO. Anche Arcidosso ha le sue mummie che aspettano di essere esaminate. E forse, attraverso il loro studio, potrebbe essere aggiunto un tassello in più alla storia remota del paese del 1300. L'idea di mettere sotto il microscopio i corpi mummificati che da tempo sono stati rinvenuti sotto il pavimento della chiesa di San Leonardo, arriva da Alessandro Bramerini.  Bramerini, cultore di storia locale e di tradizioni arcidossine, spiega: «Alcuni mesi fa ha suscitato grande clamore il ritrovamento nella Chiesa della Conversione di San Giovanni Apostolo a Roccapelago, provincia di Modena, di una fossa comune contenente i resti di trecento individui vissuti tra il XVI e il XVIII secolo, i cui corpi hanno subito un processo di mummificazione favorito dalle particolari condizioni microclimatiche. Ebbene, qualcosa di simile, ma presumibilmente risalente ad epoche ancora più remote, potrebbe esserci ad Arcidosso. Nella cripta della Chiesa di San Leonardo, sono sepolti innumerevoli corpi, mummificati attraverso un processo di conservazione naturale, favorito dalle condizioni ambientali con scarsa umidità ed elevata aerazione per la presenza di aperture collegate con l'esterno».  Va anche detto che l'uso di seppellire i morti sotto le chiese, che venivano utilizzati come ossari, è consueta fino all'età moderna e in Amiata ci sono stati numerosi ritrovamenti a riguardo.  «Si tratta- Prosegue Bramerini - di adulti, anziani, bambini, che potrebbero essere le vittime della terribile pestilenza che investì nel corso del trecento, a ondate successive, l'Italia e l'intera Europa, decimando le popolazioni, seminando panico e sgomento, lasciando segni indelebili e conseguenze che faranno sentire il loro peso anche nei secoli successivi. E in alcune circostanze furono erette chiese e santuari per invocare l'aiuto divino contro questo flagello».  Periodo particolarmente tragico il XIV secolo, dunque, per la popolazione amiatina che aveva dovuto affrontare anche le devastanti guerre tra Aldobrandeschi e Repubblica di Siena, culminate con la caduta di Arcidosso nel 1331 ad opera di Guido Riccio da Fogliano comandante delle armate senesi.  «Alla luce di tutto questo - insiste - sarebbe interessante ed auspicabile un'analisi scientifica dei resti degli antichi abitanti dell'Amiata per conoscere il loro stile di vita, le loro abitudini alimentari, le patologie di cui soffrivano, la causa della morte. Incrociando il loro profilo genetico con quello degli amiatini attuali si potrebbero scoprire cose interessanti. Sarebbe anche l'occasione per portare l'attenzione sulla Chiesa di San Leonardo, una delle più belle del comprensorio che oggi è in uno stato di forte degrado e che ha bisogno di interventi di manutenzione straordinaria».

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