Il Tirreno

Grosseto

Divieto choc, spiaggia semideserta

Claudia Della Verde
<b>BANDIERE ROSSE </b>e pochi bagnanti a sfidare i divieti ieri in Feniglia
◗
BANDIERE ROSSE e pochi bagnanti a sfidare i divieti ieri in Feniglia

Bandiere rosse, lettini vuoti e bagnanti "spiazzati" ieri a Orbetello

2 MINUTI DI LETTURA





 ORBETELLO. Sulla Feniglia sembra una giornata di fine settembre, quella che si presenta ai visitatori di sabato 27 agosto 2011. Il sole è caldissimo, il cielo sereno, ma la spiaggia non raccoglie più quelle migliaia di persone scalpitanti in cerca di refrigerio.  Neanche il parcheggio è più lo stesso. Là dove le macchine si accalcavano, nella speranza di trovare un buco, c'è un ordine quasi surreale. I parcheggiatori girano in bicicletta contando i posti vuoti e nessuno litiga per essere arrivato prima.  «Molte persone hanno optato per la Giannella - raccontano i gestori dell'area di sosta a pagamento - troppi sono i posti liberi, non sembra neanche agosto».  Sulla battigia un'analoga situazione: pochi i lettini occupati e spiaggia libera semi deserta. Gli stabilimenti espongono l'ordinanza nello spazio riservato alle plance dei giornali e gli uomini addetti al salvataggio improvvisano un ufficio informazioni sulla sabbia per rispondere alle domande dei turisti che, vedendo la bandiera rossa e il mare piatto e azzurro, non trovano spiegazione al divieto di balneazione.  «Molte persone si sono spaventate - spiega Massimo Giusti, bagnino dello stabilimento La Zonca - poca è l'informazione, nonostante il nostro impegno e la volontà di avvertire tutti coloro che entrano in spiaggia. Credo che l'allarmismo in questi casi non serva, se il batterio fosse stato veramente pericoloso il divieto avrebbe dovuto estendersi anche ai vicini stabilimenti situati sul litorale, sotto il Comune di Monte Argentario».  La buona volontà è dimostrata anche da Niccolò Santi, altro addetto al salvataggio, il quale aggiorna un gruppo di ragazzi appena sopraggiunti al mare. Questi si guardano intorno e decidono di restare: non tutti rispettano la norma e fanno il bagno come se nulla fosse successo.  «Non siamo preoccupati per il batterio - dicono - ma per la multa della Capitaneria di Porto».  A destare timore non sono tanto infatti le analisi dell'Arpat, quanto le4 sanzioni stabilite per chi non rispetta il divieto: la multa parte da cento euro per arrivare a mille. Chi è oramai in spiaggia non resiste al fascino dell'acqua e si butta ugualmente. I ragazzi, a riva, giocano a pallone come sempre, approfittando dello spazio più largo, e molti bambini, accompagnati dai genitori, sguazzano senza pensieri.  Persino tra il terzo ed il quinto chilometro, dove sono state effettuate le analisi, si intravedono persone che fanno il bagno.  Qualcuno attribuisce la responsabilità dell'inquinamento delle acque allo scarico di liquami non depurati di Ansedonia, considerando l'affollamento delle ville in questo periodo della satagione; altri all'inciviltà dei bagnanti.  Ma la stragrande maggioranza dei turisti, nonostante gli avvertimenti, non se ne preoccupa affatto. Per loro la Feniglia rimane una delle zone più pulite per godersi un sabato di mare.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web