Il Tirreno

Grosseto

Vanni Parenti punta sulle corse ma non solo: al centro del progetto anche iniziative diverse

«L'ippodromo non è solo ippica»

Paola Villani
<b>SISTEMA CAVALLO.</b> Il responsabile della gestione Vanni Parenti
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SISTEMA CAVALLO. Il responsabile della gestione Vanni Parenti

Il responsabile della Sistema Cavallo traccia il futuro del mega impianto

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 FOLLONICA. L'ippodromo come risorsa per non farlo diventare una cattedrale nel deserto. Una delle questioni scottanti degli ultimi anni vista dalla parte di chi quel mega impianto lo gestisce da pochi mesi ed è fuori da tutte le altre vicende. Vanni Parenti, responsabile della gestione ippica per la Sistema Cavallo, che dal marzo 2010 è affittuaria dell'impianto ippico, è un fiume in piena.  Si accende quando si parla del futuro dell'ippodromo follonichese: le idee non mancano ma scarseggiano le certezze sulle quali basare eventuali progetti.  La mega struttura alle porte di Follonica sin dalla sua progettazione ha portato con sé strascichi non certo positivi, indagini della Procura, avvocati, ritardi, senza dimenticare la crisi in cui verte l'ippica a livello globale da qualche anno a questa parte. E allora come ripartire per non far diventare quell'enorme spazio una cattedrale nel deserto?  «Il piano industriale di sviluppo - spiega Parenti - si muove in due direzioni: quella della valorizzazione di tutte le attività ippiche rese possibili dall'ampiezza e modernità dell'impianto e quella della piena utilizzazione di tutte le sue potenzialità di contenitore di una vasta serie di iniziative estranee all'attività ippica. In parole povere, pensare che il nuovo Ippodromo di Follonica possa sopravvivere con i soli proventi dell'attività ippica intesa come corse, concorsi e servizi del centro di allenamento è una illusione di cui tutti devono prendere atto, tanto più che la gestione aziendale è gravata da un canone di affitto la cui entità (più di un milione di euro annue ndc) non è stata determinata dal suo attuale 'valore commerciale', ma dalla necessità di dover concorrere al necessario riassetto finanziario di Follonica Corse Cavalli».  Quindi anche la vecchia convenzione originaria dovrebbe essere modificata infututo. «Noi ci mettiamo tutta la buona volontà per rendere vivo questo impianto, ma abbiamo bisogno di un supporto diciamo tecnico che ci permetta di avere la certezza di poter organizzare il nostro lavoro - continua - In pratica dalla Sistema Cavallo spiegano che è come avere in mano le chiavi di una fuori serie, ma non poterne accendere i motori».  Poi c'è tutta la vicenda che riguarda le foresterie e il loro destino. «Valutando il problema - prosegue Vanni Parenti - in prospettiva, penso che il numero di esse necessaria ad assecondare la crescita complessiva dell'ippodromo si possa valutare in ulteriori 30/40 unità, sempreché si possano positivamente concludere le vicende giudiziarie relative a queste strutture. Quanto infine al caso della clinica veterinaria, mi sento di affermare che, se questa struttura si rivela indispensabile nella prospettiva di sviluppo del centro di allenamento, essa risulta ippicamente sottoutilizzata nella attuale fese di attività quasi esclusivamente agonistica dell'ippodromo di Follonica per la quale quasi il 90% dei cavalli viene da altre sedi e si ferma nelle nostre scuderie per lo stretto tempo di svolgimento della singola riunione di corse».

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