Il Tirreno

Grosseto

I soci del Veliero si difendono

Paola Villani
<b>SOSPETTI.</b> Intorno al Veliero
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SOSPETTI. Intorno al Veliero

Proseguono le indagini sugli autori delle lettere minatorie in Comune «Sempre cercato il dialogo con l'amministrazione mai lo scontro»

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 FOLLONICA. «Non siamo stati noi», i soci della cooperativa "Il Veliero" dicono di non essere gli autori delle lettere minatorie inidirizzate al sindaco e a un dirigente comunale. Mentre gli inquirenti continuano le indagini per capire da dove arrivano quelle missive la proprietà del villaggio turistico, argomento principale delle minacce, si chiama fuori, spiegando che in un momento così delicato dove paiono riaprirsi spiragli di dialogo con l'amministrazione quelle lettere danneggiano soprattutto loro.  «La volontà dei soci della cooperativa Aurelia, è sempre stata quella del dialogo con l'amministrazione comunale - dicono dal consiglio di amministrazione - lo abbiamo dimostrato con i fatti spostando in 15 giorni i maxicaravan, poi le verande e dichiarandolo continuamente sulla stampa, i nostri soci hanno partecipato a due consigli comunali con il massimo rispetto ascoltando in assoluto silenzio, in tre anni non hanno visto nessun risultato positivo, non si sono visti riconosciuti nessun diritto, hanno trascorso periodi particolarmente negativi tra sospensive al Tar e Consiglio di Stato ottenute solo pochi giorni prima le scadenze delle ordinanze mantenendo sempre un comportamento di estrema educazione in ogni situazione e nei confronti di tutti, rispettosi delle leggi e delle regole. Questo è il passato, ad oggi le cose stanno cambiando in positivo. Nel mese di agosto la cooperativa ha ottenuto dal Tribunale un'ordinanza contro il gestore di rilascio immobile, il campeggio Veliero, e, sempre in agosto, dopo vari mesi si ipotizza di riaprire un tavolo di confronto con l'amministrazione. Nel mese che per la cooperativa Aurelia è il più positivo e disteso in cui ci sono segnali di apertura e disponibilità a trovare soluzioni transattive arrivano due lettere anonime che vengono collegate alle vicende della nostra cooperativa. È evidente che con il contesto sopra descritto e in questa fase lettere di minacce non aiutano piuttosto impediscono gli intenti di buona volontà, pertanto, non è ipotizzabile che lo scrivente anonimo possa essere un socio della Cooperativa».

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