Gioco
Dal Pakistan a Massa Marittima l'incredibile storia di Humeira e Yaseen, sposi via telefono
Alfredo Faetti
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GRANDE FESTA. La famiglia della giovane pakistana celebra le nozzeDivisi dalla guerra, hanno celebrato il matrimonio a distanza Nozze valide in Italia. E anche in Maremma è esplosa la gioia
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MASSA MARITTIMA. Non erano "su quel ramo del lago di Como" i due protagonisti di questa storia, ma Manzoni avrebbe intitolato la sua opera anche a loro. Alla fine infatti ce l'hanno fatta a sposarsi, Humeira e Yaseen, nonostante le bombe e i migliaia di chilometri che li dividono. Lei è al rifugio San'Anna di Massa Marittima, lui in Pakistan. Il fatidico sì è stato pronunciato al telefono. Humeira ieri pomeriggio era con il telefono in mano, al rifugio massetano. Aspettava che Yaseen la chiamasse, direttamente dal Pakistan. Alla fine il telefono ha squillato e i due sono convolati a nozze. Hanno unito i propri destini a distanza di migliaia di chilometri l'uno dall'altra. Si erano conosciuti in Libia circa un anno fa, mentre lui lavorava come autista e lei accudiva sua madre e le sue sorelle, mentre il padre aveva trovato un impiego da meccanico. Entrambi di origine pakistane, si erano incontrati come capita a tutti i ragazzi di trent'anni (lei ne ha 27): per caso, al posto giusto. Peccato però che non fosse il momento giusto perché le loro vite, simili a quelle di qualsiasi altro su questo mondo, sono state travolte dalla guerra che ha devastato e sta devastando la Libia. La fuga è stata l'unica soluzione possibile, per entrambi. Però non sono potuti scappare insieme e così Humeira, con sua madre, suo padre, suo fratello e le sue cinque sorelle, è arrivata in Italia come rifugiata politica dove passo dopo passo, tutti, hanno raggiunto Massa Marittima. Yaseen invece è tornato in patria. Sono passati diversi mesi da allora, ma nulla è cambiato tra loro. Sono sempre stati in contatto, dandosi forza l'uno con l'altro. La ragazza ormai è al rifugio Sant'Anna da quattro mesi insieme alla sua famiglia, in attesa di capire cosa ne sarà di lei. «Stiamo bene in Italia, qui sono tutti molto gentili», ha detto. Da ieri però qualcosa è cambiato, quando dopo tante controversie molto più grandi di loro i due "promessi sposi" hanno coronato il loro sogno d'amore. Humeira era circondata dagli altri rifugiati, con la sua famiglia pronta a fare da testimone insieme alla figlia di Luciano Fedeli, presidente della Società della Salute (soggetto incaricato dell'accoglienza). Prima delle cerimonia "via telefono" è stato organizzato un banchetto a base di dolci a cui hanno partecipato tutti i presenti. La ragazza era vestita con l'abito da cerimonia, gioielli al collo e mani pitturate, così come prevede la cerimonia musulmana. A migliaia di chilometri di distanza Yaseen era al fianco dell'imam che poi celebrerà la cerimonia (valida dal punto di vista giuridico a tutti gli effetti), al fianco di due testimoni. Alle 17,30 il telefono ha squillato e i due ragazzi si sono detti il fatidico sì. «Non so quando potremmo stare di nuovo insieme», ha detto alla fine Humeira, visibilmente felice. «Spero che possa venire in Italia e portarmi via con sé, in Pakistan».
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