Il Tirreno

Grosseto

Tante indagini, un solo colpevole

P.V.
<b>EX SINDACO </b>Claudio Saragosa
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EX SINDACO Claudio Saragosa

Dall'antrace agli sms, dal 2006 la politica del terrore

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 FOLLONICA. Nessun mittente scoperto, le missive al veleno rimangono anonime, se si esclude un unico casa. Prima le lettere al finto antrace consegnate a quattro dipendenti comunali nel novembre 2006, funzionari che avevano avuto a che fare con la realizzazione di tre villaggi turistici: all'epoca a capo del governo c'era l'ex sindaco Claudio Saragosa. E dopo cinque anni, sono cambiati gli attori ma il modo di dialogare è sempre lo stesso. Alla fine dell'anno scorso un sms di auguri al sindaco non proprio carino e un messaggio inquietante lasciato on line tra le segnalazioni dei guasti del Comune. Solo in questo caso si è scoperto il mittente che poi ha chiesto scusa alla diretta interessata. Nelle ultime due settimane poi tre lettere anonime indirizzate al sindaco Eleonora Baldi, al dirigente all'urbanistica Domenico Melone (per lui si tratta del secondo episodio di questo tipo visto che era tra i quattro che nel 2006 ricevettero le missive intimidatorie) e ad un ex esponente dei Verdi Riccardo D'Ambra hanno creato un clima di terrore nella città.  Da anni la politica vive tra lettere anonime, dimissioni eclatanti, revoche di deroghe e altri episodi che fanno tremare il palazzo comunale. La prime lettere anonime all'antrace, così chiamate dai cittadini, furono recapitate nel novembre 2006 nello stesso giorno a Domenico Melone, dirigente all'urbanistico, Vincenzo Del Regno, segretario generale, all'architetto Luisa Magliano e all'avvocato Stefania Sili. «Non cercate di toccare i nostri interessi, Saragosa cadrà e voi morirete tutti». Una frase che si pensò fosse riferita a presunti abusi edilizi in una zona ben precisa di Follonica, quella a nord della città dove si trovano i villaggi turistici. Le indagini sono durate due anni: nel frattempo il segretario generale Del Regno finì sotto inchiesta per concussione e alla fine del 2007 arrivò l'archiviazione. All'epoca tutti collegarono i due avvenimenti, entrambi si vociferava legati alle vicende dei villaggi. Cinque anni stessa storia.  Addirittura il sindaco è stato minacciato di fare la stessa fine del sindaco di Pollica (morto a colpi di pistola l'anno scorso) e che se non si comporterà a dovere ci sono già pronte una pallottola per lei e una per il segretario e direttore generale, finito come il suo predecessore sotto inchiesta ma non per concussione ma per abuso d'ufficio.

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