Finanza
Il sindaco di Arcidosso risponde al consigliere Nannetti e ai suoi dati
Landi dice no alla fusione «Confusione, zero risparmio»
Fiora Bonelli
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ARCIDOSSO. «Si parla di fusione, ma si legge confusione». Il sindaco di Arcidosso Emilio Landi bacchetta il capogruppo di minoranza Michele Nannetti, che proponeva la fusione dei comuni sostenendo che i costi per il personale impiegato dai vari enti, sarebbero abbattuti notevolmente. Ma Landi non si lascia intimidire dai numeri «usati da Nannetti a proprio tornaconto». Anzi, il sindaco di Arcidosso difende l'istuzione comunale come presidio del territorio e invoca servizi più efficienti e non tagli dannosi del personale come forma di rispermio. Osserva Landi confutando la tesi del rivale in consiglio: «Secondo il consigliere di minoranza di Arcidosso Nannetti i costi verrebbero dimezzati grazie alla fusione di quattro comuni dell'Amiata grossetana (Arcidosso, Casteldelpiano, Santafiora, Seggiano). Il Consigliere Nannetti per avvalorare la sua tesi fa il confronto fra il personale impiegato nei quattro comuni e tra l'altro prende in considerazione solo una parte del personale e quello operante nel comune di Roccastrada e giunge alla conclusione che con un territorio un po' più ampio Roccastrada ha la metà dei dipendenti». Il sindaco di Arcidosso ironizza poi sulle basi da cui parte la tesi. «Condivido l'affermazione contenuta nell'articolo - spiega - questo è un conto davvero da terza elementare e tra l'altro anche sbagliato nel metodo e nella sostanza. Sì, perché intanto 29 persone nei quattro comuni contro le 19 a Roccastrada non è il doppio ma bensì un terzo in più, ed è proprio corrispondente a quel terzo in più di popolazione che i quattro comuni hanno rispetto a Roccastrada. Quindi se Nannetti avesse davvero applicato un conto un pochino più articolato di quello elementare, ad esempio un'equazione, avrebbe visto che il rapporto dipendenti/cittadini è lo stesso, anche perché i conti non si fanno sulla superficie territoriale, ma sulla popolazione e le sue articolazioni. Quindi nessun risparmio». Non solo numeri. «Oltre a questo - va avanti - mi preoccupa la sostanza del ragionamento fatto da Nannetti il quale vede la fusione non per recuperare risorse umane per dare servizi migliori o più articolati ai cittadini, ma semplicemente come taglio di posti di lavoro, così come i suoi diretti superiori hanno già fatto in altre istituzioni come le scuole ecc. E come pensa di difendere i servizi nelle nostre comunità? Facendo spostare la popolazione allontanandole i servizi? Eliminando i comuni che sono la vera base di democrazia e di risposta ai nostri concittadini?» «Sono convinto - conclude Landi - che saranno anche gli stessi amministratori locali di quel partito politico al quale Nannetti ha aderito, a sconfessare queste con-fusioni e ad impegnare i nostri governanti ad affrontare davvero la crisi con ricette serie e non demagogie che hanno solo il vantaggio di spostare il tiro e l'attenzione del cittadino su falsi problemi».
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