Il dolore
Il Comune spegne le feste vista spiaggia
Lorenzo Santorelli
Sigilli al Fuori Rotta, il titolare accusa: «Un'estate da perseguitati»
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MARINA DI GROSSETO. «Per tutta l'estate hanno provato a non farmi lavorare, evidentemente do fastidio a qualcuno». Non nasconde amarezza e sconforto Andrea Aliberti, gestore del "Fuori Rotta" e presidente dell'associazione "Duemilaeventi" che organizza manifestazioni nell'area demaniale adiacente al punto ristoro. Nella giornata di ieri il settore tributi e patrimonio del comune di Grosseto in un colpo solo ha assestato due mazzate da ko all'attività di Aliberti e del "Fuori Rotta". Annullata l'autorizzazione che consentiva all'associazione l'uso dell'area di circa 221 metri quadri per manifestazioni di vario genere; e sigilli alla veranda del bar e allo spazio prospiciente. Perché, è scritto nella disposizione, «sono presenti elementi di pericolo che in caso di incendio possono comportare gravi problemi e compromettere l'incolumità pubblica e privata»; e «si è constatato che l'emissione musicale della veranda, mediante apposita apparecchiatura, permette ad un numero consistente di ragazzi, presenti all'esterno del locale, di muoversi a ritmo di danza in un'area non sufficiente illuminata e non sufficiente libera». Documenti alla mano e desiderio di fornire la sua versione, Aliberti ricostruisce la sua estate di «controlli vessatori che, tra avvocati e spese varie, mi farà perdere soldi invece di guadagnarli, nonostante l'associazione abbia rilasciato 1300 tessere e il Fuori Rotta abbia ottenuto ottimi risultati a livelli di presenze». Un successo che, dice Aliberti, gli avrebbe inimicato «i soliti noti, quelli che chiedono 20 euro all'ingresso di locali che non vengono controllati con la stessa frequenza del mio». Un'attenzione da parte delle forze dell'ordine che si è concretizzata in tre controlli ufficiali più varie «visite informali, senza che nessuno mostrasse il tesserino o si presentasse». Il primo blitz risale al 2 luglio. quando venne contestato il reato di frode alimentare perché nel menù non c'erano gli asterischi in corrispondenza dei cibi surgelati. «Inoltre mi fu richiesta la Dia per il biliardino». Peccati che Aliberti definisce «veniali» ma gli costano lo stop delle serate per quasi un mese. «Il 21 luglio la task force della Questura mi contesta l'organizzazione di un rave party, mentre era una serata goa (genere musicale, ndc). I rave party vengono organizzati illegalmente, all'ultimo momento e in spazi aperti. Quella serata era pubblicizzata da giorni sui social network, si appoggiava a una struttura come il Fuori Rotta e soprattutto, al contrario di quanto è stato detto, non c'era alcun biglietto d'ingresso da pagare». Il 12 agosto Aliberti, con altre tre persone, costituisce davanti a un notaio l'associazione "Duemilaeventi" che nello statuto ha tra le finalità "lo sviluppo del territorio, di attività ricreative, culturali e turistiche" attraverso lo svolgimento, tra l'altro, di "intrattenimenti musicali sia da parte dei soci che di compagnie e complessi esterni". Pochi giorni dopo, una nota della polizia municipale, considerato che «nelle ore serali e notturne si raduni un elevato numero di persone tale da costituire un potenziale pericolo per la sicurezza e l'incolumità pubblica degli stessi avventori», evidenziava che «il punto di ristoro denominato "Fuori Rotta" si trova isolato rispetto ad altri insediamenti, è raggiungibile dagli avventori esclusivamente a piedi attraversando un esteso tratto boschivo privo di illuminazione, non agevolmente raggiungibile dai normali mezzi di emergenza, soccorso e polizia». «Quando dovevano venire a fare i controlli con tre automobili mi sembra che il posto lo raggiungessero benissimo - sorride amaro Aliberti - per non parlare dei fornitori che arrivano con i furgoni senza problemi. Vorrei vedere le ambulanze arrivare senza difficoltà a un noto locale di Castiglione della Pescaia dislocato in un luogo impervio e raggiungibile solo attraverso strade così strette che, in alcuni tratti, non permettono il doppio senso di marcia». Per quanto riguarda il pericolo di incendi «ci sono numerose vie di fuga, per non parlare della vicinanza della spiaggia e del mare. Non so se le porte di sicurezza di altri locali offrano altrettante garanzie». Nella notte tra il 20 e il 21 agosto e tra il 23 e 24 agosto altri due controlli da parte della polizia amministrativa della questura di Grosseto che rilevano come l'area concessa all'associazione Duemilaeventi «non è "quasi adiacente" al Fuori Rotta ma si configura come un'unica area per la quale non sussiste alcuna forma di separazione e viene utilizzata esclusivamente dai clienti del punto ristoro». Inoltre gli «eventi di intrattenimento musicale e danzante sono ben lontani dagli eventi culturali». «La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l'articolo 68 del Tulps (Testo unico leggi pubblica sicurezza, ndc) che vieta di dare feste da ballo in luogo pubblico senza la licenza da parte del questore - sottolinea Aliberti - in quanto esse devono considerarsi puro fatto di riunione». La conclusione è una stoccata al "sistema" che gestisce le estati maremmane. «Mi chiedo il senso di questi controlli in contemporanea a una festa in un noto stabilimento di Punta Ala dove decine di persone hanno fatto il bagno, di notte, senza i bagnini. Oppure mentre dalle parti di Arcidosso era stata allestita una festa, quella sì, che aveva tutti i connotati di un rave party». Contro l'ordinanza Aliberti può presentare ricorso entro 30 giorni al Prefetto o entro 60 al Tar.
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