La manifestazione
Gli animalisti serrano i ranghi contro i cacciatori: «Sono dei sanguinari»
«Sì alla castrazione chimica»
Lorenzo Santorelli
La proposta della Lav per il contenimento dei cinghiali
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. A ranghi serrati il fronte animalista ed ambientalista prende posizione contro la caccia al cinghiale. Lega antivivisezione, Lega anticaccia e Italia Nostra, seppur con sfumature differenti, compattano le fila per attaccare i cinghialai con un fuoco incrociato di critiche. A partire da Michele Scola, presidente sella sezione grossetana di Italia Nostra, che aveva proposto una tassa ad hoc per i cacciatori di ungulati ed una commissione super partes che gestisca l'attività venatoria. «Alla battuta al cinghiale partecipano circa 50 uomini, armati con fucili automatici. Se i cinghiali non muoiono subito e si trascinano feriti, intervengono i "cani da sangue". Ma il cinghiale è un animale molto forte e capita che i cani riportino gravi ferite e, non di rado, vengano sventrati». Scola passa poi alle repliche dirette. Al presidente della Provincia Marras, che sosteneva l'estraneità dei cacciatori alla proliferazione del numero dei cinghiali, «faccio notare che l'importazione dall'est europeo di cinghiali è iniziata certamente decenni fa, ma successivamente le associazioni venatorie hanno realizzato allevamenti nei quali moltiplicare incrociare le specie e moltiplicare gli animali». Quanto alle tasse già versate dai cacciatori, che secondo Marras sarebbero sufficienti per pagare gli indennizzi, «i danni prodotti dai cinghialai all'ecosistema vanno ben al di là del puro computo dei risarcimenti all'agricoltura». Al presidente di Federcaccia Monaci, che lo aveva accusato di non essere maremmano e di non conoscere le realtà venatorie della Toscana, «rispondo che per vent'anni sono stato funzionario della Regione comandato nel settore agricoltura della Provincia di Grosseto, e in questa veste mi sono occupato per anni delle stime dei danni provocati dalla selvaggina». Tocca poi a Bizzarri, sindaco di Scarlino, che aveva definito i cacciatori «i primi difensori dell'ambiente». «Proprio per colpa dei cinghialai - ribatte Scola - gli equilibri della natura saltano. Finché diventeremo tutti vegetariani, purtroppo dovremo sopprimere animali a scopo alimentare. Ma un conto è farlo con umanità, un altro è compiere per passatempo, addirittura per divertimento, orribili carneficine». Sia al presidente provinciale che al sindaco scarlinese, Scola rimprovera infine una «mancanza di stile. I cacciatori costituiscono un'imponente riserva di voti, ed è proprio per questo motivo che sono una casta pressoché intoccabile. Marras e Bizzarri avrebbero il dovere di non mettere in piazza il loro non disinteressato appoggio». La Lega per l'abolizione della caccia, attraverso il responsabile regionale Raimondo Silveri, sottolinea come «il cinghiale ungherese o il muflone, ora definite "fauna dannosa", sono stati introdotti e alimentati dalla lobby venatoria in modo da averne una gran quantità per il loro divertimento, fregandosene dei danni provocati». Avanzando, come la Lav, la proposta della sterilizzazione farmacologica al posto dell'abbattimento. «Il vaccino GonaCon - spiega Giacomo Bottinelli della Lav - è sperimentato in Inghilterra alla Food and Environment Reasearch Agency di York da Giovanna Massei, nota a Grosseto per aver collaborato con il parco della Maremma. Permetterebbe di sterilizzare i cinghiali attraverso esche specifiche apribili solo dagli ungulati, senza colpire altre specie».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google