Il Tirreno

Grosseto

Assolta la bidella accusata di truffa

«Non c'è prova che sia uscita per compere piuttosto che per il servizio»

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 ARCIDOSSO. Non c'è prova che la bidella abbia truffato l'amministrazione e che sia uscita da scuola per andare a effettuare compere piuttosto che per svolgere i servizi affidati. Nonostante pedinamenti, foto e riscontri dei carabinieri, «non vi sono prove certe del fatto che la stessa non abbia svolto il servizio di posta per il quale era stata comandata; anzi vi sono elementi in senso decisamente opposto (i pacchi che teneva in mano al ritorno, la raccomandata di ricevuta che porta la sua firma)». Il giudice Molino ha mandato assolta («il fatto non sussiste») Tiziana Landi, 56 anni, abitante a Seggiano, collaboratrice scolastica all'Ipsia di Arcidosso. Difesa dall'avvocato Toninelli, la donna - processata con il rito abbreviato, condizionato all'interrogatorio suo, di una collega, dell'addetto al servizio postale e del maresciallo che aveva condotto le indagini - era sotto accusa per quanto avvenuto il 21 aprile 2009. Una lettera anonima sul personale dell'istituto aveva messo in movimento l'Arma. Ascoltate dall'allora preside e dal direttore dei servizi amministrativi le modalità relative a orari, servizi, permessi e altro, i carabinieri le avevano contestato alcune irregolarità: quel giorno era uscita alle 9,44 da scuola, era entrata nella cartoleria, in auto era andata alla Conad, poi entrava alla rivendita tabacchi e quindi alla Despar, transitava due volte davanti alla scuola senza fermarsi, tornava alle 10,30 con due pacchi in mano. Insomma, 45 minuti senza fare ciò di cui era stata comandata. Alle 12,20, usciva di nuovo per andare in banca (aveva la bolgetta per il prelievo postale) e andava al negozio di frutta e verdura non tornando a scuola fino alle 13: eppure il cartellino registrava come rientro le 12,28.  Al giudice, la signora Landi aveva invece spiegato di aver svolto il suo lavoro, ammettendo solo di aver fatto una piccola spesa alla Conad: rifornimento indispensabile per la madre invalida visto che quel giorno lei avrebbe dovuto trattenersi fino a scuola fino alle 13 e avrebbe quindi trovato chiusi i negozi. La collega aveva escluso che Landi fosse tornata alle 13 perché ricordava di essere andata a pranzo alle 12,30 e non avrebbe potuto lasciare senza il ritorno della collega (quel giorno erano solo in due); vi erano poi quattro ingressi. Poteva quindi darsi che i carabinieri (che avevano piazzato un camper davanti all'istituto) ne sorvegliassero uno diverso, conclude il giudice, il quale non trova riscontro dell'ingresso in tutti i negozi indicati (Conad esclusa, ma ammessa e comunque compensata da ingresso anticipato e uscita posticipata) e non rileva nemmeno una modificazione del cartellino di rientro. Eppoi «Landi appare sempre puntuale, come si evince dalle timbrature del bagde». Insomma, una combinazione di eventi straordinaria e non significativa penalmente. (p.s.)

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