Il Tirreno

Grosseto

In farmacia scongiurato il panico

In farmacia scongiurato il panico

Soltanto rallentamenti e richieste di informazioni

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 GROSSETO. La frase che risuonava più spesso nelle farmacie ieri era: «C'è il ticket? Non lo sapevo». Eppure malgrado chi è caduto totalmente dalle nuvole e chi, più preparato sulla novità del giorno, ha avuto in ogni caso bisogno di ulteriori spiegazioni dal proprio farmacista, il temuto "effetto panico" da introduzione del nuovo ticket modulato per fasce di reddito ieri è stato scongiurato.  Anche se c'è chi già mette le mani avanti, come il presidente provinciale dei titolari di farmacie private Goffredo Bartolozzi secondo il quale «per poter dire come è andata davvero e valutare l'impatto di questa novità bisognerà aspettare anche i prossimi giorni». Il test vero, pare di capire, potrebbe essere solo rimandato alla fine delle ferie e alla ripresa della normale routine, quando tutti torneranno alle normali occupazioni e quindi quando più grossetani affolleranno anche le farmacie.  Considerando anche che c'è stata, come abbiamo raccontato ieri, una piccola quota di grossetani previdenti che in vista del nuovo ticket ha fatto incetta dei farmaci lunedì e quindi si ripresenterà in farmacia solo "a scorte esaurite".  A raccontare l'aneddoto in assoluto più curioso della lunga giornata vissuta nelle farmacie cittadine è senza dubbio la dottoressa Franca Bonelli, direttrice della farmacia comunale di via Dei Mille. Un signore si è recato di buon mattino in farmacia e ha scoperto sul momento la novità del ticket in vigore da ieri. Di fronte alla disponibilità del farmacista di spiegargli come funzionava e cosa avrebbe dovuto fare, questi si è limitato a dire che per sua tranquillità preferiva non firmare la ricetta, accettando così di pagare il ticket più alto, quello previsto per la fascia di reddito sopra i 100mila euro l'anno. In questo caso infatti il cittadino non deve né indicare il codice con cui autocertifica la propria fascia di reddito né firmare la ricetta. Può anche darsi, difficile saperlo, che avesse diritto a pagare meno o addirittura ad essere esentato del tutto dal ticket ma non conoscendo la nuova normativa e, temendo controlli e sanzioni in caso di autocertificazione non veritiera, ha preferito cavarsela così. Con filosofia e forse un eccesso di scrupolo. Della serie, pur di non passare da furbetto meglio pagare il ticket più alto.  Per il resto la dottoressa Bonelli non registra grosse difficoltà. «Il rallentamento delle operazioni c'è stato - spiega - ma il programma informatico aggiornato puntualmente alla mezzanotte ha lavorato in modo fluido e senza intoppi. Più che altro si è trattato di andare incontro alle esigenze del cliente per informarlo e aiutarlo a compilare la ricetta, perché la gente non è stata sufficientemente informata prima dell'introduzione del ticket».  Molto meglio del previsto è andata invece in centro alla farmacia Severi. «Temevamo il peggio - dice il dottor Giuseppe - ma parecchi sono arrivati preparati e sapevano in quale fascia rientravano». Ma non a tal punto preparati, osserva il titolare della storica farmacia sotto i portici di piazza Dante, da presentarsi al bancone già muniti dei moduli dell'Isee. Anche alla farmacia Billi sono complessivamente soddisfatti della risposta della clientela di fronte alla novità e, dicono, «se dei rallentamenti ci sono stati erano prevedibili e fisiologici». Sara Landi ALTRI SERVIZI A PAGINA 3

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