Sicurezza
Civitella piange la giovane Consuelo
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VENTUNO ANNI Consuelo Riccio Lo schianto sabato notte vicino a Siena, la ragazza aveva 21 anni Stava tornando dal lavoro quando ha perso il controllo dell'auto
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CIVITELLA PAGANICO. Un sabato maledetto, una Lancia Y che sbanda e finisce contro il guard rail, il sorriso di una ragazza di 21 anni che si spegne per sempre. Consuelo Riccio, 21 anni era nata a Grosseto e aveva vissuto qui prima di trasferirsi con la famiglia a Monticiano. Nipote di Enrico Rabazzi, presidente Cia, la ragazza sabato notte stava tornando a casa dal lavoro quando, su quella strada vicino al bivio per Orgia, è stata uccisa forse da un colpo di sonno. Dopo il diploma aveva trovato lavoro come cameriera in un ristorante del centro di Siena, il suo primo vero impiego che svolgeva con impegno e allegria come ricordano tutti i suoi colleghi. Sabato sera purtroppo sulla Siena-Grosseto qualcosa è andato storto. La ragazza è finita contro il guardrail. «Un guardrail progettato male che ha già fatto troppi morti», dice zio Rabazzi. I medici delle Scotte hanno tentato l'intervento chirurgico ma i danni cerebrali riportati non hanno lasciato margini di speranza. Alle 14 di domenica Consuelo Riccio è stata dichiarata clinicamente morta. La famiglia ha acconsentito alla donazione degli organi: fegato, polmoni e reni. In poche ore la tragica notizia ha fatto il giro dei paesi limitrofi nei quali Consuelo e la sua famiglia sono molto conosciuti. Il fratello carabinieri, Pasquale, è tornato da Milano. Colleghi, parenti e amici si sono stretti intorno alla famiglia, colpita e scioccata dal devastante lutto. Un lutto che ha sconvolto Monte Antico e le campagne vicine a Casenovole, dove la famiglia ha vissuto prima di trasferirsi nel senese. «La portavo tutti i giorni all'asilo a Paganico dalle suore negli anni 90 - dice Enrico Rabazzi - era una ragazza solare senza vizi, umile, semplice legata alla famiglia; stravedeva per il fratello Pasquale, carabiniere a Milano». Il ricordo di Consuelo e il dolore per quella morte è condivisio da Enrico Rabazzi e da Valentina Rabazzi, la sua bis cugina. «Io Consuelo la voglio ricordare così com'era e come sarà sempre - dice Valentina Rabazzi - una ragazza allegra e piena di vita, orgogliosa e indipendente per il suo primo lavoro, amatissima dalla famiglia e dagli amici. Consuelo con un nome particolare così come la sua bellezza, incorniciata dai capelli neri e due occhioni blu».
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