Il Tirreno

Grosseto

Canile lager, la Lav denuncia i proprietari

Lorenzo Santorelli
<b>LA PROTESTA.</b> La Lav punta il dito contro il canile lager
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LA PROTESTA. La Lav punta il dito contro il canile lager

Bottinelli polemico con l'Asl: «Non si può lasciare aperto un posto del genere»

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 GROSSETO. La Lav ha denunciato alla procura il proprietario del canile sotto ponte Mussolini, in zona Pratini, nel quale sedici cani vivono in gabbie invase da escrementi e carcasse di ratti all'interno di una struttura abusiva costruita con assi di legno e lamiere. La Lav ha denunciato i proprietari, i signori Angelo e Antonio Cazziolato, per i reati di maltrattamento di animali, detenzione in condizioni incompatibili e abuso edilizio. «Quella è solo una delle tante realtà simili in provincia - accusa il responsabile Lav di Grosseto Giacomo Bottinelli - e nella stragrande maggioranza dei casi, sono collegate all'attività di caccia». Come confermato a Il Tirreno dallo stesso Antonio Cazziolato, padre e figlio sono entrambi cacciatori e sarebbero arrivati ad avere sedici cani «quando diventano vecchi, e non sono più utili per le battute di caccia, invece di abbatterli li teniamo». La Asl, dopo aver fatto una verifica della struttura già nel 2008, aveva inviato appartenenti al dipartimento di prevenzione per un altro sopralluogo il giorno successivo alla pubblicazione della notizia su questo giornale. «Stupisce che il dipartimento di prevenzione della Asl - attacca Bottinelli - abbia verificato che "le strutture si presentavano in condizioni di forte degrado e in stato di pulizia appena sufficiente, situazione peraltro frequente in strutture similari", ma, nonostante ciò, "gli animali mostravano buone condizioni di salute e di nutrizione, non presentando segni di sofferenza". In base a tali affermazioni - è il ragionamento del responsabile Lav di Grosseto - sembrerebbe che a parere della Asl le tremende condizioni igieniche non siano di per sé un fattore di maltrattamento. Ammettendo tra l'altro, come se fosse del tutto normale, che la situazione è frequente in strutture similari». Da qui la stoccata finale «Ci chiediamo pertanto cosa aspetti il dipartimento di prevenzione diretto dal dottor Paolo Madrucci ad intervenire anche negli altri canili». Nei giorni scorsi anche L'Enpa, per bocca della sua presidente Marlena Giacolini, aveva annunciato un esposto in procura contro i signori Cazziolato. La Lav nella denuncia ha evidenziato come il reato di maltrattamento, punito dall'articolo 544 ter del codice penale con la reclusione da 3 mesi ad 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro, si ravviserebbe nel caso specifico della struttura di ponte Mussolini in comportamenti insopportabili per le caratteristiche etologiche dei cani costretti a vivere in spazi ristretti e in condizioni di igiene estremamente precaria. «Per lesione dovrebbe intendersi non soltanto il semplice danno fisico, ma anche la sofferenza psicologica dell'animale».

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