Sicurezza
«Paghi per l'ambulanza» Richiesta-beffa da Gerit per l'angelo dei bambini
Sara Landi
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GROSSETO. «Con l'amore si può vincere e superare tutti gli ostacoli». Questa frase accompagna un passaggio di un documentario che su You Tube racconta che cosa è e cosa fa a Scutari il "Progetto Speranza" a cui dal 1994 ha dato vita una donna di Maremma, generosa e coraggiosa, come Silvana Vignali. E' una frase che passa sui volti finalmente sorridenti di bambini e ragazzi strappati a orfanotrofi e istituti lager. Peccato che per superare gli ostacoli della burocrazia l'amore non basti. Anche Silvana deve aver pensato così quando, rientrata per pochi giorni in Italia a fine luglio, ha trovato nella buca delle lettere un sollecito di pagamento per tasse automobilistiche arretrate su mezzi che sono stati donati alla sua associazione e che non circolano più da anni neppure in Albania. Tra questi c'è un furgone che l'associazione aveva a sua volta donato ad un convento di cappuccini e che è stato rubato e perfino un'ambulanza donata e importata in Albania dalla Misericordia di Santa Fiora, «un mezzo - sottolinea la Vignali - non tassabile». Ma purtroppo quei solleciti a Silvana Vignali non sono arrivati come un fulmine a ciel sereno e i precedenti non fanno che rendere ancora più clamorosa la beffa della burocrazia ai danni della benefattrice dei ragazzi disabili di Scutari. E' lei stessa a ricostruire la vicenda. Partendo da una memoria sul problema spedita al settore Tributi della Regione il 13 febbraio 2007 e che non fu presa in considerazione. Ma la Vignali non molla. «Il 27 ottobre scorso ho inviato al difensore civico della Regione Toscana Lucia Franchini - scrive da Scutari Silvana - una lettera in cui ho chiesto che si ponesse fine alle continue pressioni da parte dell'agenzia Equitalia Gerit di Grosseto perché paghi personalmente le tasse automobilistiche dei mezzi importati in Albania da terzi a mio nome in qualità di presidente di "Progetto Speranza». La lettera al difensore civico cade però nel vuoto. In compenso al suo ultimo rientro in Italia la presidente della ong italo-albanese trova l'aut aut di Equitalia. «Se non pagherò i 1198,76 euro di debito in tasse automobilistiche accumulato dal 2004 ad oggi - spiega - è previsto il fermo dei mezzi. Il problema è che non ho capito se il fermo riguarderà i mezzi donati, che ormai non circolano più nemmeno in Albania perché sono stati rottamati, o la mia auto personale che uso in Italia». In ogni caso qual è la richiesta di Silvana? Semplice. «Chiedo alla Regione Toscana - scrive nella lettera del 27 ottobre 2010 al Difensore civico regionale - di mettere in atto la sua tradizionale solidarietà verso le categorie più marginali della società ponendo fine alla reiterata richiesta di pagare le tasse automobilistiche arretrate per mezzi che da circa dieci anni non viaggiano più né in Italia né in Albania». D'altronde soldi per pagare l'associazione non ne ha «visto che - sono ancora parole sue - provvediamo con difficoltà alle spese correnti a causa della diminuita solidarietà internazionale». Amaro il commento finale della ultrasettantenne ma instancabile volontaria. «Spero - scrive Silvana nel suo accorato appello tramite il nostro giornale - che si possa trovare una soluzione a questa assurda situazione, perché credo che sarebbe più giusto che la Regione Toscana agisse verso ben altro genere di evasori».
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