Il Tirreno

Grosseto

I lavoratori Tioxide all'attacco «Un futuro senza certezze l'azienda deve dare risposte»

Alfredo Faetti
<b>TIOXIDE </b>I sindacati dell&#146;azienda di Scarlino sono preoccupati
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TIOXIDE I sindacati dell’azienda di Scarlino sono preoccupati

Il nuovo impianto per la lavorazione dei gessi rossi non decolla «E i silenzi sui cattivi odori rilevati da Arpat non ci piacciono»

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 SCARLINO. Le Rsu incalzano la Tioxide e chiedono risposte chiare sia sullo studio fornito dall'Arpat, per i cattivi odori al Cassarello, sia sull'impianto per la riduzione dei gessi, a quanto pare ancora in alto mare (ma su questo aspetto il problema è semplice: il prodotto ricavato dalla lavorazione dei gessi non ha mercato). Tempi duri alla Huntsman Tioxide di Scarlino. C'è l'Arpat che chiede alla società di «migliorare l'efficacia dei propri sistemi di abbattimento fumi», dopo che un studio dell'agenzia ha indicato proprio quello stabilimento (anche se i vertici aziendali respingono l'accusa) come causa dei cattivi odori che arrivano a Follonica.  Ci sono le istituzioni, dalla Provincia ai Comuni di Follonica e Scarlino, ancora in attesa del finanziamento di circa 40 milioni di euro per l'impianto per la riduzione dei gessi. C'è il mercato, che non sembra interessato a utilizzare i gessi lavorati come fertilizzanti o ammendanti. E soprattutto ci sono i lavoratori, che stanchi di non avere risposte dalla società ora escono allo scoperto. Su tutti i problemi.  «Siamo molto preoccupati: ancora una volta abbiamo ottenuto le notizie attraverso la lettura dei quotidiani locali e senza un confronto trasparente», scrivono in una nota riferita «ai miasmi che investono la zona est di Follonica». Anche perché le Rsu-Rlssa su questo argomento hanno chiesto «con forza chiarimenti sia alla direzione aziendale che a tutti gli enti preposti alla tutela della salute, sicurezza e ambiente dei lavoratori e dei cittadini». Del resto, non è la prima volta che l'argomento viene trattato. «Sono state fatte numerose segnalazioni alla direzione aziendale sui problemi relativi alla sicurezza e ambiente compreso il monitoraggio in continuo delle emissioni (come richiesto anche dall'Arpat, ndc) ricevendo come risposta: "va tutto bene"». E proprio su questi temi, così come «sui dubbi degli investimenti, dati per certi, relativi all'impianto per la riduzione dei gessi, sono state effettuate 24 ore di sciopero il 18 luglio scorso». Sciopero a cui non è seguito un confronto tra le parti.  Ma quali sono i dubbi a cui fanno riferimento le Rsu? Riguardano i risultati della visita del vicepresidente del gruppo Scott Anderson in Maremma, dove ha incontrato i sindacati provinciale e aziendali, il presidente Leonardo Marras e i sindaci Eleonora Baldi e Maurizio Bizzarri. Nel corso di questa visita è emerso che il prodotto finale della lavorazione dei gessi - per cui si rende necessario l'impianto nuovo - utilizzabile come fertilizzante o ammendante, non ha mercato. Un problema, anche perché la discariche a pie' di fabbrica sono quasi piene. In questo senso il finanziamento per la realizzazione dell'impianto è ancora in alto mare, nonostante sia atteso da tutti, lavoratori in testa. «Stanchi di assistere a uno sterile botta e risposta tra azienda e organi competenti - concludono le rsu - che non fa altro che aggravare la posizione della nostra fabbrica nei confronti del territorio, ci aspettiamo risposte chiare e concrete in tempi brevissimi attraverso un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati».

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di Redazione web