Sicurezza
Il sindaco invita Contrade e Pro Loco a chiarire
Festa della discordia in archivio E Bizzarri tira le orecchie a tutti
Alfredo Faetti
◗
CONTESTAZIONE. Alle Carriere del 19 3 MINUTI DI LETTURA
SCARLINO. «Adesso dobbiamo fermarci» dice Maurizio Bizzarri. E' il momento di tirare le somme delle Carriere più tormentate degli ultimi decenni, per altro «deludenti, con poco pubblico e senza pathos» come dice il sindaco di Scarlino. E richiama con forza tutti all'ordine per il futuro, tanto la Pro Loco quanto le Contrade. «Devo ammettere che le Carriere 2011 sono state senza colore ma soprattutto senza calore, e l'assenza delle Contrade ha pesato come un macigno sulla riuscita della festa». Parte così Bizzarri nell'analizzare la festa appena conclusa. Festa che però, ricorda, doveva essere fatta a ogni costo. «Per questo abbiamo scelto di sostenere la Pro loco, l'unica con una proposta fattiva, apparentemente realizzabile in modo decoroso». Il 19 ora è in archivio ed è il momento di tirare le somme, partendo proprio dal presidente della Pro Loco, Roberto Culatti, che nel post festaggiamenti ha parlato dell'inizio di un nuovo ciclo senza le Contrade per le Carriere, sottolineando che per lui la collaborazione è finita. «Culatti non può permettersi di fare affermazioni che vanno ben oltre il dovuto - dice il sindaco - almeno fino a quando non avrà chiarito tanti punti, proprio come gli è stato chiesto anche durante l'assemblea pubblica dalle oltre duecento persone presenti, che sono l'anima della festa». Le richieste, a parere di Bizzarri «legittime», riguardano il bilancio consuntivo della vecchia Proloco al dicembre 2010, la liquidazione dell'associazione e la convocazione dell'assemblea della nuova Proloco. «Questo Culatti deve farlo subito, per chiarezza e trasparenza, altrimenti è opportuno che si dimetta immediatamente ancor prima che l'assemblea ne decreti, eventualmente, la fine del mandato». Poi passa alle Contrade, condannando le contestazioni scomposte che alcuni elementi sono andati a fare di fronte casa di Culatti la notte della festa. Sono due poi gli aspetti che Bizzarri affronta nel parlare di Contrade: il primo riguarda «il ricatto del "non fare la festa" che le Contrade utilizzano spesso e volentieri», che adesso «non è sopportabile e neanche le Contrade possono permetterselo»; il secondo invece sta nel fatto che «il 19 senza Contrade non è la festa che conosciamo, vogliamo e amiamo». In questo senso il sindaco è chiaro: «ora abbiamo un anno davanti per vedere se quei circa 250 iscritti al gruppo "Giù le mani dal 19" di Facebook si scioglieranno come la neve al sole, già a inizio settembre, o manterranno quanto scritto nei vari post e si impegneranno davvero per sostenere quello sparuto gruppo di irriducibili, venti-trenta ragazzi che ci sono sempre stati. Ma da soli - conclude la Baldi - sono pochi, non bastano e se non saranno aiutati fattivamente da chi della Festa del 19 si ricorda solo negli ultimi venti giorni di agosto, potremmo trovarci ancora a vivere un altro dramma annunciato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
