Il Tirreno

Grosseto

DIBATTITO A ROCCASTRADA

Contro le baby-gang un progetto che coinvolga associazioni e istituzioni

Gabriele Baldanzi
Contro le baby-gang un progetto che coinvolga associazioni e istituzioni

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 ROCCASTRADA. Da alcuni giorni alla stazione Carabinieri di Roccastrada è arrivato un nuovo comandante, il maresciallo Alessandro Cantarella, che da due anni svolgeva le funzioni vicarie a Roccatederighi. Il primo "caso" che si è trovato sulla scrivania è stato - manco a dirlo - la miriade di bravate della famigerata baby gang, balzata più volte alla ribalta delle cronache. Ragazzi sospettati di aver devastato un laboratorio artigiano nell'area ex Suore, di essersi introdotti in una casetta di campagna vicino al vecchio campo sportivo, di aver gettato una cucciolata di gattini da una rupe e ucciso un pappagallo a calci, fino a staccargli la testa. Nella casa di un'anziana deceduta da qualche giorno si racconta che - tra schiamazzi e risate - si siano preparati la cena con le provviste rimaste in dispensa prima di mettere a soqquadro l'appartamento. E ancora gazze impallinate con una carabina, danni alle auto, spregi e reati. C'è chi li chiama monelli, chi delinquenti.  Di recente, a metà luglio, il caso - per la prima volta - è stato affrontato in modo sinergico dalle Istituzioni. "Disagio giovanile", questo era l'eufemico titolo di una riunione, svoltasi nella sala consiliare, a cui ha preso parte il sindaco di Roccastrada, il direttore del Coeso e rappresentanze delle associazioni del capoluogo.  Si è parlato di questi ragazzi e dello loro bravate. Qualcuno ha detto che i giornali esagerano i fatti e portano discredito al paese. Altri hanno puntato il dito contro le forze dell'ordine, per la mancata vigilanza ma soprattutto per aver sottovalutato il problema. Il maresciallo Crocini, appena avvicendato, ha difeso l'operato dell'Arma: «Qui tutti sembrano sapere chi sono i ragazzi autori di certi episodi ma nessuna precisa denuncia è mai giunta alla nostra caserma». Nel dibattito è intervenuto anche il parroco, da poco insediato nella parrocchia di San Niccolò. Il vicesindaco Fenili, che è anche direttore della Confraternita di Misericordia, ha richiamato all'attenzione sulla necessità di recuperare la struttura della Colonia, «che potrebbe diventare il polo delle aggregazioni associative e giovanili, se finisse nelle mani giuste...». Il presidente dei Giovandati, Silvano Farinelli, ha proposto di trovare a questi ragazzi un'occupazione in modo da toglierli, almeno per qualche ora, dalla strada. Infine Amerini ha individuanto nella fiducia, nell'autonomia e nella responsabilità dei giovani il solo metodo per il loro inserimento nella comunità. Il Coeso, attraverso le parole del direttore Fabrizio Boldrini, peraltro roccastradino, ha ricordato la buona esperienza compiuta a Roselle in un caso simile, con una proficua collaborazione tra istituzioni e chiesa cattolica.  A settembre il sindaco Innocenti incontrerà di nuovo gli operatori del settore e le associazioni per mettere a punto un vero e proprio progetto. Si procederà in due direzioni. Alle associazioni locali verrà chiesto di coinvolgere maggiormente i giovanissimi e di valorizzarli. Ai carabinieri e a personale qualificato di intercettare questo disagio sociale a partire dalla strada, così da dare finalmente nomi e cognomi e un aiuto concreto a chi può sicuramente tornare sulla retta strada.

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di Redazione web