Il Tirreno

Grosseto

Sequestrato il cane che morde

Elisabetta Giorgi
<b>CANE AGGRESSIVO</b> Un&#146;immagine di repertorio
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CANE AGGRESSIVO Un’immagine di repertorio

Aggressione sulle Mura, il Comune lo porta via d'autorità al padrone

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 GROSSETO. Un cane senza museruola che morde in mezzo al sedere il cliente di un bar. Il proprietario del cane che (ubriaco) minaccia il barista col coltello, di fronte a decine di clienti impauriti. E il Comune di Grosseto che fa sequestrare il cane. Un caos.  È successo una settimana fa sulle mura di Grosseto. Protagonista un giovane polacco di circa 35 anni, senza fissa dimora, che frequenta il capoluogo e "abita" quasi sempre sulle mura col cane: un meticcio di taglia medio grande da cui non si separa mai e che essendo già stato valutato come "soggetto a rischio potenzialmente elevato" per aver morso una persona, è iscritto in un apposito registro.  Il Comune di Grosseto, da allora, ha imposto al proprietario una serie di obblighi che vanno dal guinzaglio alla museruola, tra cui la stipula di un'assicurazione per danni a terzi cui il proprietario non ha mai ottemperato, preferendo una vita bohémienne. Tutto è andato bene fino a qualche giorno fa, quando il ragazzo passeggia sulle mura con il suo cane sciolto e dopo aver alzato il gomito. Sulle mura c'è un piccolo ma prezioso locale, un'occasione per vitalizzare questo straordinario scorcio medievale altrimenti lasciato a se stesso. Sono le dieci di sera quando il polacco passeggia col cane a una decina di metri dal bar, incrociando un grossetano che si dirige verso il locale. Giusto il tempo di passarsi a fianco, che il cane supera il padrone e scatta verso l'avventore, staccandogli un morso in mezzo alle natiche. Il ragazzo, in preda al dolore, si precipita verso il bar a farsi medicare: la nipote del barista prende cotone e disinfettanti con cui il ferito si tappa in bagno a medicarsi le parti nascoste, per poi chiamare la polizia e denunciare il tutto. Dopo qualche minuto arrivano due pattuglie della Volante che raccolgono la denuncia. Ma intanto - d'accordo col Comune di Grosseto - si dispone l'allontanamento del cane, che viene portato via dallo Zooservice al canile gestito dal privato (Filippo Leprai) in convenzione col Comune sulla strada provinciale della Trappola. La storia sembra finita qui, ma dopo un po' ecco il secondo round con un colpo di scena. La polizia se ne è appena andata, il cane è stato portato via e il polacco si è dileguato. La pace sembra tornata a splendere sulle mura quando il padrone del cane (che rimasto "orfano" si è messo a piangere a dirotto) arriva al bar, forse per bere un bicchiere in santa pace. Ma tutti sanno che non ha soldi e, soprattutto ha un comportamento strano: si presenta con una mano dietro la schiena. Una dipendente viene allertata da un'amica, che ha visto un coltello con una lama affilata. Il polacco sta cercando il gestore del bar e brandisce il coltello. È ubriaco e secondo chi c'era «non ha più il controllo di sé». A quel punto succede il parapiglia. Scene di panico. I clienti seduti ai tavolini se la danno a gambe: è un fuggi fuggi generale. Chissà perché, il polacco aveva attribuito al barista la colpa di quanto successo al suo cane che gli era stato tolto, e voleva punirlo. I familiari del gestore gli si stringono intorno, lo difendono e a forza di urlare mettono in fuga l'aggressore. Intanto i clienti terrorizzati chiamano di nuovo la polizia, che arriva per la seconda volta e raccoglie la doppia denuncia al proprietario del cane: per minacce e detenzione ingiustificata di arnesi atti a offendere.  Il vicesindaco, Paolo Borghi, ha emesso un'ordinanza che impone la custodia del cane gudicato aggressivo nel canile: la custodia è stata tolta al padrone in virtù del fatto che «il proprietario spesso è dedito a sostanze alcoliche». I baristi sono amareggiati e temono ingiuste ripercussioni sul lavoro.  «Tutto questo - lamentano - è successo non certo per colpa nostra ma perché le mura sono buie e dimenticate. Vorremmo che il sindaco Emilio Bonifazi se ne curasse di più e che le forze dell'ordine, magari, controllassero meglio».

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