Trasporti
Sei barche distrutte dal fuoco
Claudia Della Verde
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BONIFICA. Ieri i diportisti sul molo Giallo a Santa Liberata, fiamme nella notte al pontile del Comune
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ORBETELLO. Sei imbarcazioni in fiamme, nella notte tra venerdì e sabato, ormeggiate alla banchina del canale di Santa Liberata. Probabilmente dolosa l'origine del rogo: quelle imbarcazioni erano in una zona isolata, lontane da ogni tipo di attività. Impossibile quindi, che a scatenare le fiamme sia stato un corto circuito. I rilievi tecnici dei vigili del fuoco sveleranno il mistero. Da capire non soltanto come, ma anche il perchè di quelle fiamme. In banchina, non ci sono mai state tensioni. Due gommoni, uno affondato, due pilotine carbonizzate ed altrettante parzialmente danneggiate. A mezzanotte e trentacinque dieci agenti dei vigili del fuoco della compagnia di Orbetello e della centrale di Grosseto sono accorsi sul posto con due autopompe per domare le fiamme. Quello che c'era da evitare sul pontile comunale di Santa Liberata era l'estendersi delle fiamme alle altre barche ormeggiate. A lanciare l'allarme è stata una giovane coppia di ragazzi che, tornando in auto da Porto Santo Stefano, ha notato uno strano bagliore dietro la vegetazione della laguna. Sulla banchina è arrivato subito anche Francesco Sabatini, presidente dell'associazione diportisti di Orbetello, che gestisce il pontile comunale, concesso ai privati sulla base di un'ordinanza del maggio 2011 e suddiviso in tre settori: una zona, la più estesa, è riservata ai residenti nel Comune, un'altra a quelli dei comuni vicini e l'ultima ai turisti che da tempo fequentano la zona. Le fiamme si sono sviluppate tra i primi due settori. A venire in aiuto ai vigili del fuoco sono stati anche gli assistenti alle imbarcazioni dei diportisti, Roberto Roncucci e Fabio Solimeno che, a bordo di una loro barca, hanno recuperato un natante che stava andando alla deriva ancora in fiamme e minacciava le altre barche ed il canniccio che divide il canale dalla laguna. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri e i militari della guardia costiera. Ci sono volute due ore per domare le fiamme e per mettere in sicurezza l'intera area. Il tempestivo intervento di tutti ha scongiurato un danno ambientale sulla laguna e ha limitato i danni. Il lavoro dei diportisti, coadiuvati da uomini del cantiere nautico di Talamone, si è protratto poi fino alle cinque del mattino. Gettati in acqua 1,5 quintali di liquido ecologico per assorbire gasolio e benzina dispersi e collocati panni assorbenti all'interno delle panne galleggianti per isolare la zona colpita. Ieri mattina la guardia costiera ha sgomberato il canale e portato i natanti nella rimessa del circolo canottieri di Orbetello, dove le imbarcazioni sono ora sotto sequestro, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Si dovranno adesso accertare le cause del fuoco. Le prime supposizioni fanno pensare ad un'origine dolosa, considerata la posizione appartata del pontile. Un vandalo. Oppure un attacco mirato, anche se il motivo è tuttora sconosciuto.
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