Il Tirreno

Grosseto

Rogo alle Marze, fermate due auto sospette

F.Laz.
<b>INCENDIO </b>Ha distrutto 5mila metri quadrati di pineta
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INCENDIO Ha distrutto 5mila metri quadrati di pineta

Nessun provvedimento, ora cresce l'ipotesi dell'attentato per la guerra del parcheggio

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 GROSSETO. Due conducenti delle cinque macchine viste al km 28 poco prima che scoppiasse l'incendio che giovedì ha distrutto cinquemila metri quadrati di vegetazioni sono stati rintracciati e ascoltati dagli inquirenti. Ma entrambi hanno alibi di ferro e duqnue sono stati considerati estranei alla vicenda.  Prosegue in ogni caso la caccia al piromane delle Marze mentre tra le ipotesi degli investigatori cresce quella che a dare fuoco alla pineta sia stato qualcuno che sapeva che quella zona era stata richiesta da Comune al proprietario per realizzare un'area di sosta e che andando a fuoco non sarà più utilizzabile per quindici anni come prevede la normativa per la tutela dei boschi.  Intanto alcuni bagnanti che frequentano la zona spiegano che ad abbassare il livello della duna non è stato il peso delle macchine ma l'intervento di una ruspa avvenuto due anni fa. Un'ipotesi, questa, che la guardia costiera non condivide. Mentre sul rogo delle Marze interviene Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente.  «Siamo sconcertati dall'incendio che ha devastato la pineta al Km28 - afferma -, ma adesso dobbiamo rispondere con forza a chi pensa di usare la violenza per andare contro alla legge. La sbarra messa per impedire l'accesso alla spiaggia è un primo segnale contro chi non rispetta l'ambiente. Bisogna ancora capire se il gesto è stato fatto da un folle o se è ricollegabile alla chiusura della sbarra, come protesta violenta e insensata. Il danno provocato dall'incendio ha messo a dura prova l'ecosistema della pineta, con serie conseguenze per l'equilibrio naturale. Legambiente esprime ancora una volta il proprio parere favorevole alla chiusura dell'area dunale alle auto, consentendo il transito ai pedoni e ai mezzi di soccorso. La duna costituisce un patrimonio di enorme valore dal punto di vista naturalistico, faunistico e botanico, che occorre preservare con grande attenzione».  L'atto vandalico - conclude - «non può che far tornare indietro rispetto a una decisione giusta che mira alla conservazione ambientale oltrechè alla sicurezza. I danni provocati dal degrado nell'area dunale per i mezzi sono gravissimi; occorre pensare a una nuova strategia basata su bus, navette e aree di sosta con parcheggi scambiatori».

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