Proteste
Qualcuno sospetta che lattentato fosse destinato a un ormeggiatore argentarino
«Non siamo stati minacciati»
Un rompicapo per i diportisti che gestiscono la banchina
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ORBETELLO. «Sono quasi dieci anni che ormeggio la barca nel canale di Santa Liberata ed è la prima volta che succede una cosa del genere. Con l'associazione diportisti non abbiamo mai avuto problemi, i posti barca non mancano. Per quanto mi riguarda non ho nemici e non ho avuto mai liti, mai nessuno screzio. Preferisco pensare ad un incidente». Che qualcuno abbia proprio scelto quelle barche per appiccare il fuoco, è una opzione che vuole scartare. Perché di screzi, litigi, gelosie sul canale di Santa Liberata, non si parla. Parla invece così lo sconfortato Loriano Tamanti, proprietario del natante "Gobbi 21" di sei metri, carbonizzato dalle fiamme della scorsa notte. Ha gli occhi bassi, non ha molta voglia di raccontare, addolorato com'è per la perdita della sua compagna di navigazione di tanti anni. Nella cattiva sorte lo ha seguito la vicina di ormeggio "Off Mare", che adesso tiene compagnia al "Gobbi 21" nella rimessa della società canottieri di Orbetello. Per loro, quasi incenerite, non c'è più nulla da fare, mentre altri quattro sciagurati natanti mal ridotti sono arrivati nello stesso deposito il pomeriggio. Il presidente dell'associazione diportisti di Orbetello, Francesco Sabatini, non crede ai suoi occhi, finora l'unica preoccupazione di chi ormeggiava la propria barca in questa parte di canale era il rischio di piccoli furti. «Non abbiamo mai ricevuto alcuna intimidazione o minaccia - afferma Sabatini - non ce ne sarebbe stato motivo; abbiamo sistemato la zona, creato noi stessi i pontili e la teniamo pulita di comune accordo, non abbiamo mai avuto motivi di contrasto anche con i proprietari del vicino rimessaggio privato». La dimostrazione del buon accordo all'interno dell'associazione è stata l'intervento di altri soci, come quello dell'operatore subacqueo di Porto Ercole, Pierpaolo Sabatini, che si è buttato in acqua tra la benzina per impallonare le imbarcazioni semi affondate e quello degli altri assistenti al pontile, che hanno passato la notte insonne ed essere poi di nuovo a disposizione la mattina seguente. Nel clima però così arroventato di questa estate, riguardo ai pontili di Monte Argentario, in cui lo stesso sindaco Cerulli ha ricevuto minacce personali, non si può escludere un errore di mira. Le voci che si inseguono a Santa Liberata parlano di un possibile padellato sabotaggio rivolto al privato montargentarino che confina con i pontili del Comune di Orbetello. Ma anche questi sono solo sospetti e supposizioni che gli investigatori dovranno confermare o sciogliere. Al di là delle supposizioni, a patire i danni sono stati, intanto, i diportisti di Orbetello e tutte le persone che hanno collaborato per limitare le conseguenze di ciò che, fino alla conclusioni delle indagini, rimane un brutto incidente. C.D.V.
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