Italia
IL DUBBIO
Quei controllori sempre severi che ora minimizzano
Emilio Guariglia
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Nessuno intende mettere in dubbio la professionalità di chi ha restaurato l'Albero della Fertilità. E tutti saremo molto contenti quando apprenderemo - dati scientifici alla mano - che la "castrazione" di quel frutto fallico, privato dei suoi attributi e trasformato in un baccello informe è dovuta a inevitabili e insuperabili problemi tecnici. Qualche perplessità generale, tuttavia, questa curiosa vicenda la solleva. In particolare sul ruolo dei controllori, definiti non a caso "sovrintendenti". La prima cosa che stupisce è che non un sovrintendente, ma un semplice cittadino, si sia accorto del problema. E vabbè. Poi però viene da pensare al cipiglio inflessibile con il quale gli stessi soprintendenti bacchettano - per fare solo un esempio - il sindaco di Grosseto. Colpevole di aver fatto ripulire, senza chiedere l'autorizzazione, le scritte oscene da un monumento ai caduti fabbricato una sessantina di anni fa. Allora Bonifazi fu pubblicamente rampognato. Ora invece, di fronte a un monumento di valore e interesse planetario, si tende a minimizzare, come se alla fine baccello più, baccello meno, fosse la stessa cosa e non valesse la pena di stare a sottilizzare. Viva la solerzia, purché si applichi sempre, anche a casa propria.
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