Sicurezza
Ponte Mussolini. Sopralluogo dei veterinari dellAsl 9 nella struttura dove vivono i quattrozampe in gabbia
-Canile fatiscente ma animali in salute
-Canile fatiscente ma animali in salute
Nessun segno di maltrattamento. Ma per il Catasto il ricovero è abusivo
Lorenzo Santorelli
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GROSSETO. La struttura è fatiscente ma i cani godono di buona salute e non presentano segni di maltrattamento. È questo il responso del sopralluogo dei veterinari dell'Asl 9 nella struttura privata in zona Pratini, sotto ponte Mussolini, dove sedici cani vivono in gabbie costruite abusivamente attorniati da carcasse di ratti in decomposizione ed escrementi accumulati da giorni (come testimoniano le foto pubblicate sul sito de Il Tirreno). Alla presenza dei proprietari della struttura, Angelo e Antonio Cazziolato, il personale del dipartimento di prevenzione ha verificato che «le strutture si presentavano in condizioni di forte degrado e in stato di pulizia appena sufficiente e con escrementi nei ricoveri, situazione peraltro frequente in strutture similari», ma, nonostante ciò, «gli animali mostravano buone condizioni di salute e di nutrizione, non presentavano segni di sofferenza, di aggressività o altre deviazioni del comportamento riconducibili a maltrattamenti, ed erano assenti stereotipi o stati di particolare agitazione e stress». Il dipartimento di prevenzione comunica inoltre di aver già effettuato un intervento di verifica nel dicembre 2008, con esiti analoghi, e «non sono stati ravvisati illeciti amministrativi in materia di anagrafe del cane e benessere». Infine, sottolineano dall'Asl 9, è vero che il regolamento di applicazione della Lrt 59/2009 prevede standard non rispettati dalla struttura in questione (8 metri quadri di spazio per cane), ma prevede anche 24 mesi di tempo per adeguarvisi. Chiuso quindi il capitolo sanitario, rimane in piedi quello urbanistico edilizio. La struttura infatti, non risultando al catasto e come ha ammesso lo stesso Cazziolato, è abusiva da circa 20 anni. La legge 431/85 (cosiddetta Galasso) sottopone a vincolo paesaggistico le aree comprese entro i 150 metri dalle sponde e dagli argini dei fiumi come confermato anche dal decreto legislativo 22/2004 (Urbani). Se venisse verificato quanto asserito da Cazziolato, «di strutture come la mia ce ne sono almeno una cinquantina lungo l'Ombrone», e risulterebbero tutte abusive. Il decreto legislativo Urbani per l'inosservanza di queste norme prevede ammende fino a 10.329 euro oltre alla "rimessione in pristino dello stato dei luoghi a spese del condannato". Quindi, se venisse accertato l'abuso, Cazziolato dovrebbe demolire la strutture a proprie spese. L'iter non è breve come spiega Giampaolo Fornasiero, funzionario del servizio edilizia privata del Comune. «Essendoci un vincolo paesaggistico, i reati potenziali sono quelli di abuso edilizio e reato paesaggistico. Quando arriva la segnalazione da parte dei vigili urbani, noi facciamo un avviso di procedimento per rimessione in pristino entro un periodo dai 30 ai 90 giorni, dopo i quali scatta l'ordinanza di demolizione. Se non ottempera nemmeno a quella, scatta la rimozione d'ufficio». Un periodo che, per quanto lungo e al netto dei ricorsi, non arriva ai 20 anni (da quando esiste la struttura) e nemmeno ai 2 anni e 8 mesi (dal primo controllo della Asl). «Ma a noi nessuno ha mai segnalato niente», ribatte Fornasiero. «Abbiamo una sezione distaccata in procura preposta agli abusi edilizi - dice Massimo Soldati, comandante vicario della polizia municipale, che poi assicura - Nei prossimi giorni attiveremo i controlli di nostra competenza ed eventuali reati verranno segnalati all'ufficio edilizia privata del Comune, sul piano amministrativo, ed alla Procura se ci sono rilevanze penali». «Una struttura abusiva sorta in un luogo dove non dovrebbe nemmeno esistere - chiosa il sindaco Emilio Bonifazi - va demolita». I veterinari dicono di aver notato, accanto ai ricoveri occupati dai cani dei signori Cazziolato, un altro gruppo di gabbie in ambiente chiuso con dentro circa cinque cani, ma non è stato possible accedervi. Ma sia gli animali che la struttura si presentavano in buone condizioni.
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