Il Tirreno

Grosseto

In piazza la protesta dei contradaioli dopo le polemiche con la Pro Loco

Lacrime, nasi rossi, striscioni Le Carriere non fanno festa

Alfredo Faetti
<b>CARRIERE DEL &#145;19 </b>In alto uno degli striscioni di protesta Sotto i contradaioli con i nasi rossi Accanto sbandieratori al corteo
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CARRIERE DEL ‘19 In alto uno degli striscioni di protesta Sotto i contradaioli con i nasi rossi Accanto sbandieratori al corteo

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 SCARLINO. Non c'era soltanto il corteo storico ad aprire le Carriere del 19 ieri a Scarlino, ma anche striscioni di protesta attaccati alle finestre delle case, nasi da clown e lacrime. La Contrade non hanno partecipato all'edizione 2011, ma c'erano e hanno fatto di tutto per farsi vedere. Un'edizione tutta particolare di quest'anno, come previsto dopo le polemiche dell'ultimo mese. Perché in amore, a volte, occorre lasciarsi per riscoprire il sentimento perso o dato per scontato e ritrovarlo. Forse sarà successa la stessa cosa ieri a Scarlino. Forse i contradaioli, dopo che si sono sentiti portar via quella che ritengono la loro festa, hanno ascoltato con orecchie diverse l'araldo letto in piazza Garibaldi.  Perchè dietro a quei nasi finti da clown, indossati per contestare il programma della Pro Loco, scendevano lacrime vere. Erano in molti nel centro ad aspettare che l'araldo desse il via alle Carriere, mentre all'ingresso del paese, dove erano allestite bancherelle artigianali, non si vedeva la solita calca di gente degli anni precedenti.  C'era il sindaco Maurizio Bizzarri, turisti e contradaioli. Quest'ultimi uniti in gruppo, a parlottare, con al collo un elastico e un naso rosso. Alla maglia di uomini, donne e bambini un piccolo fiocco nero, segno di lutto. Nelle vie del paese avevano già fatto la loro comparsa gli annunci mortuari con scritto "poro 19", in vernacolo maremmano. Poi sono spuntati anche i fazzoletti con i colori delle contrade a lutto e gli striscioni dallo slogan «questa non è al nostra festa».  Alle 17 arriva il corteo storico. L'araldo viene letto le nomina una ad una: Centro, San Donato e Rocca. «Si dia il via alle Carriere» dice alla fine, seguito da qualche timido applauso fatto più per rispetto a chi ha letto la pergamena che per convinzione. Il corteo riparte e sbaglia strada, salendo verso il Castello e non verso il cuore del paese, nido dei contradaioli. La gente borbotta e gli uomini in costume correggono il percorso, seguiti dai contradaioli co i nasi rossi. Dietro li stendardi sfilano i loro striscioni e prendono più appalusi di chi è salito sul palco per dare il via alla festa. Le Carriere poi sono andate avanti.  Visitatori ci sono stati ma non come nelle scorse edizioni. Gli atleti della Uisp della staffetta, vinta poi da San Donato, hanno percorso i vicoli medievali del borgo ma senza tifo. Allo stesso modo sono state svolte sia il tiro con l'arco che la gara degli addobbi, messe in scene da compagnie amatoriali. I piatti sono stati assegnati, ma nessuno ha festeggiato in contrada.

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di Redazione web