Il dolore
Caccia all'auto del piromane
Federico Lazzotti
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INCENDIO ALLE MARZE Al centro la sbarra che impedisce alle auto di arrivare in spiaggia Un testimone: «Dal finestrino qualcosa in pineta, poi le fiamme»
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GROSSETO. Cinque macchine sospette viste da alcuni testimoni allontanarsi dallo stradello che dal km 28 porta alla provinciale poco prima che scoppiasse l'incendio nella pineta delle Marze. E in particolare da una di queste sarebbe stato fatto cadere qualcosa e pochi istanti dopo sarebbero divampate le fiamme che si sono mangiate cinquemila metri quadrati di vegetazione. Questi gli elementi sui quali stanno lavorando i carabinieri per risalire alla persona che ha appiccato il fuoco nella pineta. Un incedio che giovedì notte, sebbene per pochi minuti, è tornata a bruciare. «Nessun nuovo caso - tagliano corto vigili del fuoco e carabinieri - solo un focolaio generato dal mancato completo spegnimento avvenuto nel pomeriggio». Perde di credibilità, intanto, il collegamento tra la telefonata anonima ricevuta al centralino della Guardia costiera e il rogo. Chi l'ha fatta, infatti, si è presentato ieri mattina alla Guardia costiera spiegando che il suo era solo uno sfogo dovuto alla notifica di una multa presa proprio in quella zona. Per questo avrebbe chiesto ai militari perché non si dirigessero in spiaggia a multare anche chi giovedì aveva parcheggiato a pochi passi da quella duna che l'amministrazione ha deciso di proteggere con la sbarra delle polemiche. In ogni caso, il movente più accreditato - confermano gli inquirenti - è che ad agire sia stato qualcuno che in passato aveva l'abitudine di andare in macchina fino alla spiaggia e che preso dalla rabbia di vedere la sbarra che dall'inzio di agosto lo impedisce, abbia deciso di appiccare le fiamme. I carabinieri però, lavorano anche su altre due piste: che ad appiccare l'incendio possa essere stato un piromane, oppure che il gesto sia riconducibile a una guerra per accaparrarsi la futura concessione del parcheggio. «Un progetto c'è - conferma l'assessore al Demanio Giancarlo Tei - ma si tratta di un'ipotesi che per adesso si è concretizzato solo con una lettera al proprietario del terreno a cui dovrà seguire un percorso condiviso anche con la Provincia». Ecco perché i carabinieri hanno lavorato soprattutto per individuare le quattro-cinque macchine viste passare lungo lo stradello che porta sulla provinciale pochi attimi prima di vedere le fiamme all'interno della pineta. In particolare la ricerca si è focalizzata nelle ore successive all'incendio basandosi su una «segnalazione particolare». Ha raccontato un bagnante: «Ho visto lanciare qualcosa da un'auto che percorreva la strada e dopo pochi istanti le fiamme si sono sparse in quel tratto di pineta». Dell'auto del piromane, il testimone avrebbe anche fornito una descrizione dettagliata tanto da mettere gli inquirenti nelle condizioni di risalire al titolare. Sugli accertamenti che ne sono seguiti però, i carabinieri non si sbottonano: «Ci stiamo lavorando con tutte le nostre forze», glissano.
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