Il Tirreno

Grosseto

La sera della lite la donna aveva bevuto qualche bicchiere di troppo

Vibra una coltellata all'ex condannata a un anno di carcere

Fra.Go.

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 FOLLONICA. Quella coltellata vibrata contro il suo ex convivente, è costata a Nadiya Nytke, ucraina di 41 anni, una condanna a un anno di carcere oltre al pagamento delle spese processuali e delle spese di custodia cautelare. La donna aveva perso la testa, durante un litigio con il suo ex convivente, Floriano Pimpinelli, e lo aveva colpito a una mano con un coltello da cucina. Era il Ferragosto dell'anno scorso, quando i carabinieri, chiamati dall'uomo, corsero all'appartamento dei due all'ex Ilva. I militari trovarono la donna sotto choc. Aveva bevuto tanto, quella sera. Pimpinelli si era arrabbiato, e qualche "nocchino" alla sua compagna glielo aveva tirato. Lo ha raccontato lui, al giudice Marco Mezzaluna.  La ricostruzione che è emersa in aula ha convinto il gip a rivedere il capo d'imputazione con il quale Nadiya era stata portata in tribunale: tentato omicidio. Per Mezzaluna, quella coltellata, poteva rientrare nel reato di lesioni personali. Nadiya aveva afferrato un coltello da cucina con una lama luna 11 centimetri. Quando sono arrivati i carabinieri, Pimpinelli aveva detto che la donna lo voleva colpire al cuore. Ma la ricostruzione fatta poi in aula, era un po' diversa. Ragionando a mente ferma, l'uomo aveva capito che Nadiya lo aveva colpito presa da un gesto di rabbia nei suoi confronti. Pimpinelli non era di spalle, quella coltellata era stata vibrata con pochissima forza e se lui non si fosse riparato alzando il braccio, probabilmente lo avrebbe infilzato al tronco.  La donna, dopo l'arresto e un periodo di detenzione al carcere di Livorno, era stata messa ai domiciliari a casa di un'amica. Ma era scappata e si era rifugiata di nuovo dal suo convivente. Era novembre, quando i carabinieri l'hanno riacciuffata di nuovo. Un'altra volta in cella, poi di nuovo ai domiciliari. Difesa dall'avvocato Loredana Pinna, la quarantunenne ucraina è tornata di nuovo in aula. Ha parlato a lungo con il giudice, ha spiegato che quella sera non era lucida. Aveva bevuto troppo, le capitava spesso. E anche il suo ex compagno aveva perso la testa. Un litigio degenerato.  Il giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna ha derubricato il reato di tentato omocidio in quello di lesioni personali proprio per la storia di disagio che i due conviventi condividevano. La donna ogni tanto alzava il gomito, l'uomo non aveva gli strumenti per gestire una situazione di questo tipo.  Un anno di carcere e il pagamento delle spese processuali. Poi il consiglio, quello di lasciare perdere l'alcol.

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