Il Tirreno

Grosseto

Dati rilevati dalle centraline nel periodo tra maggio e giugno al Casone

Lo studio dell'Arpat conferma i sospetti Al Cassarello la puzza della Tioxide

Michele Nannini
<b>SOTTO ACCUSA.</b> La fabbrica Tioxide per i cattivi odori
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SOTTO ACCUSA. La fabbrica Tioxide per i cattivi odori

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 FOLLONICA. Per l'Arpat l'ipotesi è concreta: le maleodoranze in Cassarello sono da attribuire alla Tioxide. Lo studio è stato effettuato dall'agenzia regionale per la protezione ambientale nel periodo maggio-giugno proprio nell'area del Casone, quella dove si trova l'azienda.  Lo studio effettuato dall'agenzia regionale per la protezione ambientale nel periodo maggio-giugno ha infatti previsto una serie di verifiche sia all'interno dell'area industriale del Casone, particolarmente sulle linee di trattamento ed abbattimento di fumi della Tioxide, che in prossimità delle stazioni di rilevamento mobili che, sulla base di ispezioni ambientali, hanno confermato il peggioramento del trend delle emissioni dell'area attacchi della scoria titanifera, con la quasi certa origine del cattivo odore proprio nell'attività dello stabilimento Huntsman.  Le emissioni, secondo Arpat, rappresenterebbero un potenziale rischio per il superamento degli standard di qualità dell'area al di fuori del perimetro industriale, tanto che l'agenzia ha già segnalato sia all'azienda che ai comuni di Follonica e Scarlino le risultanze degli accertamenti e del monitoraggio. Alla base del risultato tutta una serie di verifiche incrociate fra i dati del mezzo mobile (il cui posizionamento è stato proprio nei giorni scorsi contestato dall'ex assessore Antonino Vella), della rete di centraline fisse per il rilevamento dell'anidride solforosa installate nel 2007 nel Casone e delle centraline di Scarlino Energia che misurano anche diossido di azoto e pm10. Analizzando i vari dati, incrociati con la direzione e la velocità del vento, Arpat ha stimato con buona approssimazione le possibili ricadute dei fumi dai camini degli attacchi: «Quando aumentano le emissioni provenienti dalla zona attacchi scorie titanifere, se la velocità del vento è dal terzo e quarto quadrante aumentano anche le concentrazioni di SO2 misurate a livello del suolo e presso il mezzo mobile a Salciaina - spiega l'agenzia - i risultati delle simulazioni risultano compatibili con le concentrazioni medie rilevate, ipotizzando quindi il superamento del valore limite medio orario di qualità dell'aria».  La concentrazione media di idrogeno solforato nella stazione mobile di Salciaina consente quindi ad Arpat di ipotizzare il superamento della soglia olfattiva che tanto fastidio sta dando alla cittadinanza. Per l'agenzia però l'ipotesi potrà trovare conferma solo mediante la misurazione in continuo dei parametri da parte della stessa Tioxide e nei presidi appositamente attrezzati. «È necessario implementare l'attuale rete privata di monitoraggio della qualità dell'aria - conclude l'agenzia - con sistemi stabili di misura del biossido di zolfo e dell'idrogeno solforato: visto che le misure riscontrate sono compatibili con le emissioni degli attacchi delle scorie titanife, la società Tioxide Europe dovrà migliorare l'efficacia dei propri sistemi di abbattimento fumi. Questa indicazione è già contenuta nella relazione inviata all'azienda, alla Provincia e ai comuni di Follonica e Scarlino.

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