Proteste
La Giannella invasa dalle alghe
Claudia Della Verde
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IN SPIAGGIA. Linvasione delle alghe sull arenile della Giannella Turisti in fuga dai bagnetti, i gestori protestano: perso il 40% dei clienti
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ORBETELLO. Non è proprio il caso di citare "la quiete dopo la tempesta" quando si parla del litorale occidentale di Orbetello. La spiaggia della Giannella, a seguito del temporale che allagò Albinia ne porta ancora i segni. Ne sono la prova le alghe depositate sull'arenile, la cui massa impedisce ai villeggianti di usufruire liberamente del bagnasciuga e di godersi un bagno senza doversi arrampicare su questi detriti naturali. Una situazione di emergenza che ha scatenato le proteste dei residenti nelle case che si affacciano sul mare e i gestori dello stabilimento "la Goletta", il primo locale sulla strada provinciale di Giannella accanto al canale di Santa Liberata. «Non è la prima volta che dobbiamo affrontare una situazione del genere - afferma uno dei titolari dell'attività, Matteo De Pirro - Più volte ci siamo rivolti al Comune per rimuovere le alghe depositate, ma nessuno sa bene cosa fare e la responsabilità è stata rimandata alla Regione». Le alghe non sono infatti considerate elementi inquinanti e non sono assimilabili ai rifiuti. Non è perciò possibile rimuoverle da parte dei privati gestori, pena sanzioni, senza un nullaosta regionale che, valutata la dannosità dei residui marini, autorizzi l'intervento di pulizia. «Peccato che i controlli si facciano desiderare - prosegue De Pirro - e la promessa del Comune, di mandare due delegati, non si sia ancora concretizzata». Lo stabilimento, nel frattempo, registra una perdita dei clienti che si aggira intorno al 40%. Disdetti una decina di ombrelloni con abbonamento e fuga degli occasionali che si sono affacciati sulla spiaggia. Le alghe non sono però l'unico problema per il turismo sulla Giannella, bensì lo stato di semiabbandono in cui versa l'area immediatamente retrostante ai bagni. Le fermate degli autobus, già scarse, sono circondate dai rifiuti, l'illuminazione è pressochè assente, la strada dissestata e pericolosa, senza sicurezza per i pedoni. Per ovviare alle mancanze delle amministrazioni, passate e presenti, De Pirro lancia un'idea da rielaborare in accordo con le autorità competenti: «un sottopassaggio come quello costruito in una notte al Pozzarello sarebbe utile, ma poiché troppo dispendioso, potremmo limitarci a posizionare sulla strada provinciale delle transenne a nostre spese per garantire almeno un percorso sicuro alle persone che raggiungono la spiaggia a piedi».
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