Il dolore
Fiamme in pineta al km 28, è giallo
Federico Lazzotti
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ACCESSO VIETATO La sbarra impedisce larrivo alla spiaggia e ha innescato polemiche e veleni Telefonata beffa in Capitaneria. Paura in spiaggia, distrutta la vegetazione
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GROSSETO. Una telefonata anonima al centralino della Guardia costiera annucia con un tono di sfida che la pineta al chilometro 28, lungo il litorale tra Grosseto e Castiglione della Pescaia, sta andado a fuoco e domanda ironico all'operatore: «Come mai oggi non venite a fare le multe alle auto parcheggiate all'ingresso della spiaggia?». È questo il termometro del clima di tensione che si è creato attorno all'incendio divampato ieri intorno alle 15.30 lungo la via d'accesso alla spiaggia de Le Marze, paradiso per kitsurfer e bagnanti con un amico a quattrozampe e che ha visto andare in fumo cinquemila metri quadrati di vegetazione in poco più di un'ora prima che tre elicotteri e un esercito di militari e volontari riuscissero a domare le fiamme mentre i bagnanti scappavano dalla spiaggia. In questo contesto si capisce anche perché da allora i carabinieri stanno cercando di accertare se si sia trattato di un incendio doloso oppure colposo. «Abbiamo avuto tante segnalazioni che stiamo via via verificando, ma per il momento - spiegano gli inquirenti - non abbiamo certezze né in un verso né in un altro». C'è chi ha raccontato di aver visto una macchina fuggire, chi di aver notato il lancio di qualcosa all'interno della pineta, anche se per il momento i vigili del fuoco non avrebbero trovato né sostanze infiammabile né l'innesco. Al centro dei veleni sul movente e dei sospetti che si possa essere trattato di un gesto volontario e intimidatorio, c'è la battaglia scoppiata un mese fa quando l'amministrazione di Grosseto (siamo sul confine nord del Comune ndr) ha deciso di piazzare una sbarra all'ingresso della spiaggia impedendo così agli automobilisti che fino al giorno prima lo facevano, di parcheggiare a pochi metri dall'arenile. «Dopo la morte del piccolo Vittorio Calussi in Feniglia - spiegano dalla Guardia Costiera - abbiamo fatto una mappatura dei luoghi più pericolosi della costa e la spiaggia al chilometro 28 è risultata tra le più a rischio perché in caso di bisogno i soccorritori avrebbero avuto notevoli difficoltà ad arrivare velocemente». La proposta di impedire l'accesso a macchine e motorini c'era già dal 2008, ma quat'anno è subentrato anche il rischio ambientale visto che la duna a forza di parcheggiarci sopra veicoli per anni si è abbassata fino al livello del mare. La decisione di chiudere l'accesso ha fatto però infuriare i bagnanti. «Se ci togliete il parcheggio - è il loro slogan - dateci un'alternativa. E mettete una segnaletica chiara». Per ora di zone di sosta sostitutive nemmeno l'ombra. L'unica proposta concreta è arrivata ieri da Legambiente che ha chiesto di organizzare navette da Marina e Castiglione fino al km 28. Mentre per la cartellonistica c'è solo un cartello di divieto di transito all'ingresso dello stradello. «Quello implica anche il divieto di sosta», spiegano le autorità. Ma così dall'inizio di agosto sono cominciate anche le multe: la municipale controlla la strada fino alla sbarra, la Guardia costiera il suolo demaniale. Ieri quando è scoppiato l'incendio c'erano due auto e uno scooter vicino alla sbarra. Ora i proprietari dovranno pagare 200 euro di multa per occupazione abusiva di suolo demaniale.
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