Il dolore
Parcheggi privati alla Feniglia
Claudia Della Verde
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LA RICHIESTA. Del consorzio per la gestione dei parcheggi alla Feniglia L'idea del consorzio degli operatori: «Il Comune ce li faccia gestire»
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ORBETELLO. A due settimane dall'ennesimo incidente che ha sconvolto il litorale orbetellano, gli stabilimenti sono più che mai intenzionati nel voler voltare pagina. E, in un periodo in cui le amministrazioni comunali di Orbetello e Monte Argentario si trovano ad essere spesso contestate per le loro scelte politiche, ecco che nuove proposte arrivano dai consorzi. É il caso di quello della Feniglia che con il suo presidente, Vittorio Giacomelli, vuole lanciare un'idea per riportare il litorale ad uno stato di decenza. Il progetto, nato dalla frustrazione degli operatori turistici nel vedere mortificato un ambiente il cui potenziale potrebbe essere gestito con più intelligenza, si propone come un'uscita di sicurezza per le amministrazioni per non perdere uno dei beni più preziosi da salvaguardare, il turismo. «Sono anni che assistiamo allo scempio ambientale di fogne a perdizione da parte delle vicine ville e delle baracche - afferma Giacomelli - anni in cui la giunta montargentarina e orbetellana risponde alle nostre richieste di regolarizzare il tutto con un "mancano i fondi, non possiamo ancora operare". Proprio per questo abbiamo deciso di prendere in mano le redini della situazione e chiedere ai rispettivi comuni di collaborare, per garantire un futuro al nostro ed al loro lavoro». Il "piano", neanche troppo utopistico, del presidente del consorzio La Feniglia, sta infatti nel concedere al consorzio stesso la gestione del suolo demaniale, su cui insistono i parcheggi a pagamento, di proprietà del Comune di Orbetello. «L'iniziativa, che non deve essere interpretata a scopo lucrativo da parte dei gestori delle attività consorziate - spiega Giacomelli - manifesta la nostra volontà nel voler uscire da questa situazione di stasi. Intendiamo reinvestire nelle infrastrutture, a differenza di quanto sembra sia stato fatto fin'ora, parte del denaro che giornalmente i turisti spendono nelle nostre spiagge. Noi esercenti ci facciamo quotidianamente veicolo dell'insoddisfazione dei vacanzieri, i quali lamentano un livello dei servizi inversamente proporzionale alla fama del luogo in cui si trovano. Molti promettono di non voler tornare più nei nostri lidi e, per nostra sfortuna, la promessa è stata finora da loro mantenuta». Le cose di cui si sente maggiormente necessità, relativamente alle lamentele dei villeggianti, sono l'assenza di un sistema efficiente di parcheggi, di una pista ciclabile e, in generale, di un servizio di pulizia sull'arenile e nei parcheggi stessi. "Privatizzare" dunque sembra essere la soluzione migliore per il consorzio, che non vuole limitare il suo raggio d'intervento solo sui terreni presi dagli stabilimenti balneari in concessione. «Gestire il parcheggio con un sistema intelligente - dice - con più controlli e garanzie, garantirebbe, oltre ad un ingresso al Comune, un introito da reinvestire per migliorie sulla spiaggia». Il presidente del Consorzio aggiunge anche che «la strada da percorrere per arrivare a questo traguardo sarà lunga e non mancheranno discussioni tra le aziende consorziate per raggiungere un accordo». Nell'attesa che questa proposta prenda forma definitivamente, il passaparola sul litorale sembra voler dare fiducia all'intraprendenza dei privati.
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