Il Tirreno

Grosseto

La caccia alla pantera di Prata continua

Alfredo Faetti
<b>AVVISTATA </b>La pantera fotografata dalla forestale domenica 7 agosto
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AVVISTATA La pantera fotografata dalla forestale domenica 7 agosto

Ieri vertice in Procura: avanti con gabbie e pattugliamenti

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 MASSA MARITTIMA. Le gabbie vuote e l'assenza di impronte sul terreno non hanno scoraggiato nessuno: la caccia alla pantera della Maremma continua. Così è stato deciso nel corso del summit tenutosi ieri a Grosseto nel palazzo della Prefettura.  Un vertice che ha riunito tutti i soggetti - forze dell'ordine, tecnici e istituzioni - coinvolti nella caccia.  D'accordo che non sono stati trovati indizi che consetano di affermare con certezza che il felino è ancora nelle campagne di Prata, ma la posta in gioco è troppo alta e nessuno vuole correre rischi. Una pantera non è un animale qualsiasi: è un predatore e se si crede in pericolo può anche attaccare, mortalmente.  Per questo nessuno vuole abbandonare le ricerche fino a quando non ci sarà la certezza matematica che dai boschi pratigiani non uscirà nessuna sorpresa a pelo nero.  La caccia dunque continua, e con la stessa intensità che ha avuto fino ad oggi. Le sei gabbie restano al loro posto, dislocate secondo criteri che possono dare qualche speranza di catturare Baghera. Così come le foto trappole, macchine in grado di scattare immagini ogni volta che qualcosa di animato passa nel loro raggio d'azione, e i pattugliamenti, compito questo in capo al Corpo forestale e alla polizia municipale, che ha messo a disposizione le trappole.  I vertici dei due Corpi ieri erano in prefettura, insieme al prefetto Giuseppe Linardi e a Lidia Bai, sindaco di Massa Marittima. Seguendo lo spirito del summit, il primo cittadino massetano ha deciso che l'ordinanza che riguarda la zona in cui la pantera è stata avvistata, ai piedi di Prata, rimane in piedi. Il documento è categorico e «vieta il transito ai non residenti della zona in un raggio di 500 metri dal punto di collocamento delle gabbie», dando anche una lista di consigli per i residenti, come quello di «evitare escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo in aree boschive o isolate». La caccia andrà avanti in questo modo almeno fino alla prossima settimana, quando i vari soggetti si icontreranno di nuovo per fare il punto della situazione.  Intanto ieri, mentre attorno al tavolo della Prefettura si discuteva sul da farsi, la Forestale ha preso in esame i resti del capriolo trovato dai carabinieri martedì mattina al bivio di Niccioleta.  I resti dell'animale però sono troppo logorati e questo crea notevoli difficoltà per stabilire se il capriolo sia stato o meno una preda di Baghera.

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