Il Tirreno

Grosseto

Il Comune di Seggiano è salvo

Fiora Bonelli
<b>SEGGIANO.</b> Ha 998 residenti
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SEGGIANO. Ha 998 residenti

Un cavillo evita la fusione, benché abbia meno di mille residenti

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 SEGGIANO. Salvo il comune di Seggiano, nonostante sia sotto i 1000 abitanti, merito dell'iscrizione all'Unione dei comuni dell'Amiata grossetana che è in fase di strutturazione e che sarà operativa il prossimo novembre, sostituendo la comunità montana in smobilitazione.  La sopravvivenza del comune di Seggiano era in bilico dopo le ultime decisioni governative ed era destinato ad essere accorpato con un altro comune.  998 sono gli abitanti. Due di meno rispetto alla fatidica soglia di 1000 che assicura con i numeri che il comune può sopravvivere.  Gran paura del sindaco Daniele Rossi, ma anche subbuglio dei cittadini e per la verità anche molte manifestazioni di disponibilità da parte di seggianesi e fans di Seggiano che avevano già deciso di mettere a disposizione la propria residenza per non far sparire il comune. Gente che ha casa a Seggiano e ci vive, gente che ha oliveti che coltiva, gente che si sente seggianese a tutti gli effetti anche se abita, magari, nei comuni limitrofi.  Insomma un'alzata di scudi per salvare il piccolo borgo, che però già è salvaguardato dalla stessa legge che rischiava di farlo sparire.  Infatti una norma contenuta nel decreto, stabilisce che sono obbligati alla fusione i comuni sotto i 1000 abitanti, a meno che non facciano già parte di unioni di comuni. Ed ecco, allora, che Seggiano nell'unione amiatina c'è e dunque è salvo. Quell'Unione che in un primo momento all'amministrazione seggianese non era andata proprio a genio, ma dentro la quale, poi, il paese amiatino si era buttato a capofitto, tanto che il consiglio comunale votava, primo fra tutti i comuni amiatini, l'ingresso dentro la società degli 8 comuni della montagna costitutivi della Comunità montana.  Dunque sospiro di sollievo per tutti, a dimostrazione del fatto che l'Unione costituisce un salvavita nel momento attuale. E a questo proposito sempre il decreto impone che l'associazione dei servizi diventi operativa entro il 2012. È stato, cioè, abbreviato il limite di tempo consentito ai comuni per organizzarsi (si arrivava per alcuni servizi anche al 2014) e per risparmiare sulle spese. Ma intanto il dibattito serrato, in montagna, su fusione, unione, risparmi, costi della politica, non si placa.  A soffiare sul fuoco Marcello Bianchini, ex sindaco di Arcidosso e capolista della civica Poche chiacchiere, che commenta: «L'unione è l'anticamera della fusione. Infatti fra qualche anno i comuni che ne fanno aprte si dovranno fondare, altrimenti ci penserà le Regione a farlo. Allora facciamola subito questa fusione - insiste - così ci arriva il 20% in più di contributo e ci salviamo pure il pronto soccorso di Casteldelpiano. E poi - prosegue Bianchini - se tutti i servizi saranno in comune, i sindaci cosa amministreranno? Saranno solo sindaci di se stessi».  Intanto, Bianchini sta organizzando due incontri su queste tematiche: uno, ad Arcidosso, ci sarà il prossimo 31 agosto. Dalle 10 alle 18 si confronteranno il capogruppo Pd regionale Bugli, il capogruppo Idv regionale Manneschi, il sindaco di Porto Viro (nato dalla fusione di Donada (6000 abitanti) e Contarina (8000), il capogruppo della lega Gambetta e il presidente Upi nazionale Castiglione. E Bianchini sta organizzando anche un altro incontro a Casteldelpiano, per il quale hanno già dato la sua disponibilità l'assessore regionale Annarita Bramerini e i vertici del Pdl.

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