Il Tirreno

Grosseto

Un capriolo tra le fauci della pantera

Un capriolo tra le fauci della pantera

I carabinieri trovano la carcassa sulla strada, potrebbe essere stata Baghera

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NICCIOLETA. Quel mucchio di ossa e pelle potrebbe essere un indizio sulle tracce di Baghera. Di sicuro non dice nulla di certo quella carcassa di capriolo, senza più un filo di carne, però ha messo la pulca nell'orecchio ai carabinieri che ieri mattina l'hanno travata vicino a Niccioleta. Avvistamento subito girato alla Forestale. Quei resti che fino a ieri mattina giacevano sul ciglio della strada in effetti qualche dubbio possono pure suscitarlo. Quei resti che fino a ieri mattina giacevano sul ciglio della strada in effetti qualche dubbio potevano pure suscitarlo.

Quel capriolo (si capisce che tipo d'animale sia dalle zampe) era ancora giovane quando, almeno così si presume, la pantera lo ha catturato. Lo si capisce dalle modeste dimensioni. Cosa sia stato ad ucciderlo e come, però, rimane tutt'ora un mistero che nemmeno la forestale è riuscita a svelare. La sua carcassa infatti è stata ritrovata troppo tardi per capire che tipo di aggressione abbia subito. O meglio, se è stato un predatore a ridurlo in quelle condizioni, per capire di che tipo d'animale si tratti. A strappare via dalle ossa tutta la carne possono essere state anche degli uccelli, persino degli insetti. Insomma, quella carcassa è troppo logora per fornire qualche indizio concreto. Però degli elementi per sollevare qualche dubbio ci sono.

Il punto in cui fino a ieri mattina giaceva la carcassa è poco distante dalla zona in cui è stata avvistata la pantera, all'altezza del bivio tra Niccioleta e Prata. Certo, ci sono alcuni chilometri di distanza tra quella strada e la casa della coppia fiorentina che per prima ha avvistato il felino, ma questo potrebbe voler dir poco, data la grande capacità dell'animale, come spiegano gli esperti, a spostarsi velocemente e a cambiare territorio. Allo stesso modo, un lupo o una volpe avrebbero mangiato la sua preda nel punto in cui l'ha catturata o nella sua tana, non di certo sul ciglio di una strada.

Neanche una pantera consumerebbe il suo pasto a pochi centimetri dall'asfalto, ovvio, però la forza dei suoi canini la rende più abile nel trasportare le prede portandole tra le fauci. Tutte ipotesi che devono aver messo qualche dubbio ai carabinieri che nella tarda mattinata di ieri hanno ritrovato i resti del capriolo, mentre viaggiavano su quelle strade per un pattugliamento. I militari hanno subito segnalato la presenza della carcassa del capriolo agli uomini della Forestale nel caso il ritrovamento potesse essere utile nella caccia a Baghera.

Questa mattina intanto si terrà il summit in Prefettura tra i vari soggetti coinvolti nelle ricerche: Comune di Massa Marittima, corpo Forestale e polizia provinciale. Un'occasione per fare il punto della situazione e valutare i risultati ottenuti fino ad oggi (i territori battuti, l'utilizzazione delle gabbie e così via). Dal tavolo uscirà la strategia da adottare nei prossimi giorni per acciuffare Baghera, sia su come continuare la caccia alla pantera sia su come distribuire le forze in campo.

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